Avviso di selezione per educatore dell’infanzia

In riferimento al Progetto Giochiamo a Crescere (GAC), di seguito Avviso per la selezione di collaboratori da inserire come educatori per l’infanzia in n° 3 Poli territoriali da avviare nei Comuni di Reggio Calabria, Taurianova e Gioiosa Jonica.

Leggi e scarica l’Avviso: Avviso_selezione Educatori dell’Infanzia

Scarica e compila il Modulo di domanda: Modulo di domanda e Consenso privacy

inaugurazione immobile confiscato

Impronte a Sud – Inaugurazione immobile confiscato di Via Possidonea 53/A

Venerdì 22 luglio alle ore 12:15 ci sarà l’inaugurazione dell’immobile confiscato di Via Possidonea 53/A nel centro storico di Reggio Calabria. Un immobile confiscato a Gioacchino Campolo, “re dei videopoker”, ristrutturato nell’ambito del progetto Impronte a Sud – Welfare Lab grazie al sostegno di Fondazione Con il Sud e della Fondazione Peppino Vismara.

Un antico palazzo anni ’30 stile liberty che abbiamo avuto in assegnazione dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria nel 2017 e che grazie al progetto Impronte a Sud restituiremo alla comunità per offrire servizi e attività alle famiglie, alle persone svantaggiate, alle aziende. Per ospitare un centro di informazioni per i lavoratori del terzo settore, aule di studio e di lavoro condiviso, un centro organizzativo di progettazione e gestione delle emergenze sociali, uno sportello di prossimità a cui poter fare riferimento.

L’immobile diventerà uno spazio comune di relazione e partecipazione. Lo abbiamo recuperato dopo un lungo e faticoso lavoro di riqualificazione ideato dal laboratorio di ricerca Landscape_inProgress del Dipartimento Architettura e Territorio (dArTe) dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria e realizzato dalla cooperativa sociale La Casa di Miryam, entrambi partner del progetto.

Alla cerimonia di inaugurazione dell’immobile confiscato ci saranno Carlo Borgomeo, presidente di Fondazione CON IL SUD,  il nostro presidente Giancarlo Rafele, Carmelo Versace sindaco facente funzioni della Città Metropolitana di Reggio Calabria.

Dopo il taglio del nastro e i saluti istituzionali interverranno nell’open space dell’immobile Pasquale Neri, responsabile del nostro progetto, Marina Tornatora dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, Marina Galati di Banca Etica, Marco Imperiale, direttore di Fondazione CON IL SUD.

inaugurazione immobile confiscato

Tempo al tempo - inclusione minori stranieri non accompagnati

Tempo al tempo – Per favorire l’inclusione dei minori stranieri non accompagnati

Tempo al tempo ha l’obiettivo di favorire l’inclusione di minori stranieri non accompagnati, anche in Calabria. È un progetto di cui siamo partner, è promosso dalla cooperativa sociale Frassati di Torino ed è sostenuto da Con i Bambini.

Lo abbiamo presentato stamattina 10 giugno 2022 presso Palazzo San Giorgio, sede del comune di Reggio Calabria. Alla conferenza stampa c’erano Aldo Cavallari, nostro coordinatore territoriale di progetto, Giulia P. Serranò, nostra referente territoriale per il Consorzio Idea Agenzia per il Lavoro e Demetrio Delfino, assessore ai servizi sociali del Comune di Reggio Calabria. La giornalista Paola Suraci che ha moderato l’incontro.

Attraverso Tempo al tempo intendiamo fornire a 150 giovani migranti (17-21 anni) – tra i minori ospiti delle strutture di accoglienza partner e/o segnalati dagli enti locali territoriali e neo-maggiorenni stranieri – un percorso di inserimento lavorativo di medio-lungo periodo, delle soluzioni abitative adeguate e anche l’integrazione in reti e relazioni sociali solide.

I territori di intervento del progetto sono cinque: Valle di Susa, Alessandria, Reggio Calabria, Catania e Scordia.

Azioni progettuali di Tempo al tempo per i minori stranieri non accompagnati

Attraverso Il Tempo per mettersi in gioco – il tempo per (ri)conoscere intendiamo favorire l’inserimento occupazionale, l’autonomia lavorativa dei minori stranieri non accompagnati. Realizzare dei percorsi formativi per valutare, riconoscere le loro competenze (competenze formali, non formali e informali). Attivare oltre 70 tirocini curricolari o extracurricolari. Ma anche organizzare incontri informativi e formativi sul mondo del lavoro e per lo sviluppo delle competenze linguistiche e digitali.

In Il tempo per l’abitare e il tempo per co(abitare) intendiamo favorire invece la loro autonomia abitativa. Prevediamo quindi di attivare il c.d. co-housing, il nuovo modello abitativo che prevede la condivisione di spazi e servizi di unità abitative indipendenti ma situate in uno stesso complesso. Ma anche di promuovere la diffusione dell’affidamento familiare dei minori stranieri non accompagnati e giovani neomaggiorenni. Cioè con famiglie del territorio disposte ad accogliere dei giovani migranti nella propria casa. E infine avviare dei contratti di locazione per raggiungere una condizione abitativa autonoma per almeno 25 destinatari.

Elementi innovativi del progetto Tempo al tempo

Sono elementi innovativi del progetto:

– la figura del facilitatore individuale, cioè un tutor o operatore che ha il compito di accompagnare all’autonomia i minori stranieri non accompagnati. Di porsi come facilitatore dei processi per aumentare il senso di responsabilità, sollecitare la loro partecipazione attiva;

– l’adozione del portale dei saperi, cioè la piattaforma digitale della Rete Italiana di Cultura Popolare che ha lo scopo di raccogliere narrazioni, video, fotografie, parole chiave, bisogni e necessità. Per valorizzare i saperi degli abitanti di una stessa comunità attraverso la condivisione di competenze e aspirazioni. In questo senso la piattaforma permetterà ai giovani, alle imprese e alla cittadinanza di conoscersi e narrare i percorsi sperimentali insieme. In una logica di attivazione di comunità e di prossimità.

Tempo al tempo, un progetto tra nord e sud per una comunità che accoglie!

Maggiori informazioni sono sul blog di progetto o sulla pagina facebook di Rete Italiana di Cultura Popolare.

Macramè CareLAB ad Arghillà

Macramè CareLAB per potenziare i servizi di welfare ad Arghillà Nord

Si chiama Macramè CareLAB e nasce per potenziare servizi di welfare comunitario e reti di mutuo aiuto nel quartiere di Arghillà Nord. È un progetto che nasce nell’ambito del bando “Reggio Resiliente”. Cioè il bando realizzato dal Comune di Reggio Calabria grazie ad un finanziamento del Pon Metro 2014/2020 – asse inclusione per premiare con un supporto economico progetti virtuosi di inclusione e di socialità per soggetti fragili, a partire dalle aree più disagiate del territorio comunale.

Cosa vogliamo fare attraverso Macramè CareLAB

Attraverso Macramè CareLAB intendiamo strutturare un sistema integrato di welfare comunitario e sanità d’iniziativa per raggiungere le persone più fragili (per residenza, età, condizioni economiche e culturali) altrimenti escluse dall’accesso ai servizi socio-sanitari. Per fare questo allestiremo un sistema di prestazioni socio-sanitarie basato sul supporto di strumentazioni mediche e apparecchiature elettromedicali e sulla telemedicina, che ci consentirà di effettuare indagini ed esami a domicilio: dalla misurazione dei parametri vitali ai prelievi, agli esami diagnostici specialistici.

Prevediamo di attivare un Punto di prossimità. Cioè  un punto di riferimento con funzioni informative e di presa in carico (assistente sociale) per i cittadini residenti. Per agevolare il loro accesso ai servizi socio-sanitari: prenotazione di prestazioni, rilevazione condizioni di particolare disagio e sollecitazione presso ulteriori istituzioni preposte.

Non solo. Sperimenteremo servizi innovativi di cure domiciliari (Cure domiciliari Plus) per la
di presa in carico di soggetti fragili che normalmente non si recano dal medico di base o presso le
strutture sanitarie. Per una nuova modalità di prevenzione e accesso alle cure sul territorio in un’ottica di promozione della salute. E sperimenteremo anche la telemedicina per fornire prestazione sanitarie e socio sanitarie, per favorire l’accesso alle cure nei territori periferici.

Ogni azione sarà caratterizzata da un piano di comunicazione per attivare medici di medicina generale, servizi sociali, enti del terzo settore. Per coinvolgere la comunità locale, informare, sensibilizzare i cittadini rispetto ai benefici del nuovo modello di medicina territoriale, promuovere la cultura della prevenzione e della salvaguardia della salute psico-fisica attraverso campagne di informazione mirate.

ACE, partner del progetto Macramè CareLAB

Sarà nostro partner in Macramè CareLAB l’Associazione Calabrese di Epatologia – Onlus (ACE), l’associazione reggina di medici volontari che si occupa di realizzare progetti di ricerca epidemiologica, di divulgare, prevenire, formare e aggiornare gli operatori della sanità. Che fornisce aiuti concreti ai pazienti attraverso la promozione di attività assistenziali di vario tipo.

In questo senso Macramè CareLAB è in linea con le attività che ACE svolge quotidianamente in campo medico e sociale rafforzando il lavoro di ricerca e prevenzione in tema di povertà sanitaria (ACE promuove infatti anche un Osservatorio per le Disuguaglianze di Salute e le Malattie della Povertà).

ACE metterà a disposizione del progetto expertise professionali per le attività di consulenza specialistica e lettura esiti delle prestazioni sanitarie.

Attrverso Macramè CareLAB implementeremo quindi il lavoro svolto sul territorio di Arghillà partendo dal potenziamento del Punto di Prossimità, già gestito da ACE, presso i locali de La Piazzetta concessi dal Comune. Qui già i cittadini usufruiscono di assistenza gratuita per i servizi di chirurgia, diabetologia, dietistica, ematologia, endocrinologia, epatologia, gastroenterologia, medicina interna, ostetricia, psicologia, psichiatria.

In sintesi,

Con Macramè CareLAB ci poniamo l’obiettivo di:

  • garantire l’accesso alle cure primarie e la presa in carico per 450 cittadini fragili residenti nel quartiere di Arghillà;
  • rispondere all’esigenza di integrazione socio-sanitaria – mai praticata in Calabria – supportata da un’azione di animazione e sensibilizzazione comunitaria diffusa. Le azioni di progetto – dalla promozione di un Punto di prossimità all’apporto di nuove tecnologie – rappresentano i primi passi verso un modello resiliente di integrazione socio-sanitaria che abbia al centro le persone e i territori in condizione di “povertà sanitaria”. Interventi mirati quindi per facilitare l’accesso alle cure, diffondere la pratica della prevenzione e i servizi a “bassa soglia” in accordo e a supporto delle P.A. (ASP, Ambito e Comune). E anche attraverso il coinvolgimento della rete dei MMG (Medici di Medicina Generale), delle Case della Salute e delle Unità Complesse di Cure Primarie (UCCP).
  • Supportare la comunità di Arghillà avviando un percorso di rigenerazione dei territori e della comunità anche a fronte della grave situazione di emergenza sanitaria provocata dalla pandemia da Covid. Ripensando a un profondo cambiamento del modello di sviluppo di comunità in chiave trasformativa e coordinata. Un approccio questo che, secondo noi, non può prescindere dal contrasto alle crescenti disuguaglianze sociali e sanitarie.
Spazio Rizoma

Rizoma – 5 “spazio Rizoma” per bambini e ragazzi in 5 comuni dell’area grecanica

Abbiamo avviato 5 spazio Rizoma per bambini e ragazzi in 5 comuni dell’area grecanica calabrese.

Gli spazio Rizoma sono dei nuovi spazi ludico-ricreativi, dei luoghi di aggregazione che abbiamo ripensato nell’ambito del progetto Rizoma – Azioni e interventi per il contrasto della povertà educativa nei territori dell’area grecanica calabrese sostenuto dall’impresa sociale Con i Bambini.

Nascono grazie all’impegno di cinque organizzazioni del terzo settore, partner di progetto: l’associazione sportiva Pol.d.Gi.A.Re., la cooperativa sociale La Nostra Valle, la cooperativa sociale La Sentinella e l’associazione culturale “Vincenzo Luca Romeo”. E infine l’associazione di volontariato “Giovani Domani”, partner operativo del Centro Sportivo Italiano Reggio Calabria. E rappresentano un importante momento di inclusione e cooperazione. Specie dopo il periodo in cui è stato vietato fare sport e giocare in luoghi chiusi.

I comuni dell’area grecanica che ospitano i 5 spazi sono: Melito Porto Salvo, Condofuri Marina, Montebello Jonico – frazione Masella e infine i comuni di Roghudi e San Lorenzo.

Nei nuovi spazio di aggregazione i bambini e ragazzi possono giocare, fare sport, partecipare alle attività laboratoriali pensate per loro. Per divertirsi con i propri coetanei durante il loro tempo libero. Giochi, laboratori, giornate dedicate allo sport, iniziative che diventano occasioni di crescita, socialità, solidarietà per contrastare la povertà educativa. Rispondere ai bisogni dei bambini, ragazzi, ma anche riscoprire la forza educativa della famiglia e della comunità, la bellezza dell’agire collettivo.

Spazio Rizoma a Melito Porto Salvo

Abbiamo inaugurato lo spazio Rizoma a Melito Porto Salvo lo scorso 27 marzo 2022 con l’associazione sportiva Pol.d.Gi.A.Re., la cooperativa sociale La Sentinella, l’associazione culturale “Vincenzo Luca Romeo” in collaborazione con il comune di Melito Porto Salvo.

Abbiamo presentato la rassegna “Lo sport quale compagno di viaggio” che prevede 6 appuntamenti sportivi (tra tennis, pallavolo e calcio). Un appuntamento al mese da marzo a giugno 2022 presso la struttura della Polisportiva dilettantistica Gi.A.Re. Una bella opportunità per giocare a tennis, a pallavolo, a calcio. Per stare insieme, promuovere il protagonismo e la partecipazione attiva dei bambini e ragazzi attraverso lo sport e i suoi valori educativi e sociali.

Il primo appuntamento della rassegna è stato “La Giornata del Tennis”.

Spazio Rizoma Melito di Porto Salvo

Giornata del Tennis presso la Polisportiva dilettantistica Gi.A.Re di Melito Porto Salvo

Spazio Rizoma a Condofuri Marina

A Condofuri lo spazio Rizoma è gestito dalla cooperativa sociale La Nostra Valle del Centro Giovanile Condofuri.

Abbiamo avviato il nuovo spazio il 2 aprile scorso con la rassegna “Educhiamo giocando”, una serie di attività educative e sportive pensate per bambini e ragazzi che animerà il territorio di Condofuri sino a luglio 2022. Un’altra bella occasione per creare un momento di aggregazione, inclusione per e con loro, mettere al centro i loro bisogni, la loro crescita.

Spazio Rizoma a Condofuri Marina

Spazio Masella a frazione Masella di Montebello Jonico

A Masella nel comune di Montebello Jonico lo spazio Rizoma nasce con la cooperativa sociale La Sentinella e l’associazione culturale “Vincenzo Luca Romeo”.

Spazio Masella a Montebello Jonico

Il 2 aprile scorso abbiamo presentato la rassegna “Spazio Masella” che prevede una serie di attività di gioco e laboratoriali presso la parrocchia di Masella. Dai laboratori di antichi mestieri al laboratorio di musica, dai giochi in piazza al laboratorio di riciclo creativo e di uncinetto. Tutti i mesi nei giorni di venerdì, sabato e domenica pomeriggio sino al mese di agosto 2022.

Per creare più occasioni di incontro e momenti di socializzazione per bambini e ragazzi in un’ottica di comunità educante, rafforzando le alleanze educative. Perchè la responsabilità della loro crescita è di tutti, anche della comunità.

Spazio Masella

Giochi in piazza nello spazio Rizoma di Masella – Montebello Jonico

Spazio Rizoma a Roghudi

A Roghudi lo spazio rizoma è gestito dall’associazione di volontariato “Giovani Domani” in collaborazione con il Centro Sportivo Italiano – CSI Reggio Calabria e il Comune di Roghudi.

Spazio Rizoma a Roghudi

Spazio Rizoma a Piazza Municipio di Roghudi

Il primo appuntamento è stato il 30 aprile scorso con la presentazione della rassegna “Play. Scendi a giocare con noi!”, una serie di attività di animazione sportiva di strada: dal basket, volley, calcio, atletica, mini volley, ginnastica ritimica, tennis da tavolo…Per contrastare la povertà educativa insieme ai bambini e i ragazzi con gli educatori, i volontari, il sindaco, le suore per un sabato pomeriggio all’insegna dello sport e dei giochi di una volta. Per veicolare i valori dell’inclusione, sviluppare coesione sociale.
Spazio Rizoma a Roghudi

La consegna dei gadget

Prossimamente il quinto spazio Rizoma nel comune di San Lorenzo.

Dunque,

spazio Rizoma, un’ampia proposta di attività ripensate nell’ambito del progetto Rizoma – Azioni e interventi per il contrasto della povertà educativa nei territori dell’area grecanica calabrese alle quali i bambini e i ragazzi possono accedere gratuitamente, vivere gli spazi come luoghi dove incontrarsi, giocare, condividere, imparare. In una sola parola: crescere.

Per recuperare il tempo della socialità e dell’amicizia, restituire ai più piccoli uno scampolo di normalità, di regolarità, fatto di spazi sempre fruibili, ma soprattutto di spensieratezza e serenità.

Attraverso il progetto Rizoma intendiamo così potenziare la rete fra terzo settore, soggetti pubblici e privati, scuole, famiglie, singoli individui – ognuno a diverso titolo e nel proprio ruolo – per offrire insieme risposte concrete ai bisogni educativi di bambini e adolescenti che vivono nei propri territori. Per costruire insieme una comunità educante sempre più attiva e presente. Perché il contrasto alla povertà educativa passa anche dal gioco e dai luoghi di aggregazione accessibili a tutti.

Maggiori informazioni sui prossimi appuntamenti dei nuovi “spazio Rizoma” e le prossime attività sono disponibili sulla pagina facebook di progetto @Rizomaenergiedicomunita.

Seguici con gli hashtag #Rizoma #spaziorizoma #povertàeducativa #conibambini

Birra della mutualità

È nata Aniti Beer, la birra della mutualità

Si chiama Aniti Beer. È la nostra prima birra della mutualità in Calabria. Nasce dalla collaborazione con il Birrificio Reggino nell’ambito del progetto Impronte a Sud – Welfare Lab sostenuto da Fondazione CON IL SUD.

Nasce apposta per aiutare concretamente le persone in difficoltà economica e sociale. Abbiamo scelto infatti con il Birrificio Reggino di destinare parte del ricavato della vendita della birra al Fondo mutualistico che intendiamo creare con i 16 enti partner del progetto Impronte a Sud. In questo senso, Aniti Beer è una delle azioni di mutualità – ad oggi la prima – del percorso che abbiamo avviato a luglio scorso con le nostre socie e i partner del progetto per confrontarci, discutere insieme su come costruire un nuovo modello di mutualità in Calabria.

Perchè Aniti Beer alla ‘cucuzza’

Aniti Beer viene da “aniti” che in dialetto reggino (o greco-calabro) significa “uniti”. Uniti per sperimentare, costruire una nuova mutualità in Calabria. Per aiutare chi non riesce ad accedere ai servizi di assistenza socio-sanitaria, socio-assistenziale di cui ha bisogno (povertà sanitaria). Per sostenere i sogni dei bambini, dei minori che non riescono a coltivare liberamente le proprie capacità e aspirazioni (povertà educativa).

È una birra “alla cucuzza”, cioè a base di ‘zucca’. Ma ha qualcosa di più speciale. La ‘cucuzza’ (in dialetto calabrese zucca) proviene dal terreno confiscato di Placanica che ci ha assegnato il comune di Melito Porto Salvo e che gestisce la cooperativa sociale Demetra, nostra socia. Qui la ‘cucuzza’ cresce grazie all’impegno e al sudore dei migranti che coltivano la terra che li ha accolti.

Il rapporto di collaborazione con il Birrificio Reggino

Aniti Beer è prodotta dal Birrificio Reggino, un’azienda profit della comunità reggina.

Rappresenta per noi l’esempio di una buona prassi di collaborazione fra il terzo settore e il profit.

Il Birrificio è già uno dei fornitori della nostra bottega equosolidale Le Botteghe delle Terre del Sole. Ha a cuore i nostri temi, fa parte della rete antiracket ReggioLiberaReggio e ha scelto di condividere con noi anche questo percorso di mutualità, mettere in campo insieme a noi la prima azione di mutualità del progetto Impronte a Sud.

Consapevoli che per costruire una nuova mutualità che fa bene e conviene a tutti abbiamo bisogno della partecipazione non solo degli enti del terzo settore, ma anche delle aziende profit, delle istituzioni, dei cittadini che condividono i nostri stessi principi e valori, che sanno da che parte stare. Per ricordarci che siamo tutti parte di una comunità.

Solo insieme possiamo dare senso e concretezza a un nuovo modello di mutualità che si ispiri alla rete di sostegno del mutuo aiuto, ai legami di solidarietà, alle relazioni di reciprocità.

Il claim e il marchio della mutualità

La birra Aniti Beer riporta stampata sulla bottiglia il claim Per una mutualità che fa bene e conviene. Ed è contraddistinta dal nostro marchio della mutualità. Nell’etichetta i colori verde e arancio sono i colori del progetto Impronte a Sud.

 

Marchio della mutualità

Il marchio della mutualità è il marchio che rappresenta la nostra idea di mutualità, quella che intendiamo costruire in Calabria per rispondere in maniera nuova alle esigenze di una comunità. È un simbolo che richiama il sostegno, i legami, le relazioni di reciprocità.

È il marchio che contraddistinguerà tutte le altre azioni di mutualità che metteremo in campo.

Dove puoi trovare Aniti Beer

Puoi trovare la birra Aniti Beer* presso la nostra bottega equosolidale Le Botteghe delle Terre del Sole a Via del Torrione 89, Reggio Calabria o scrivendo a marketing@consorziomacrame.it.

È un’edizione speciale limitata in sole 500 bottiglie numerate.

Con la birra riceverai anche una cartolina in cui la ‘cucuzza’ di Aniti Beer si presenta raccontando il suo percorso e il suo sogno di essere d’aiuto agli altri, ma anche 2 sottobicchieri come gadget.

Aniti Beer alla cucuzza

La ‘cucuzza’ di Aniti Beer si racconta

Acquista Aniti Beer per una mutualità che fa bene e conviene!

Per supportare concretamente il fondo che aiuterà persone e famiglie in difficoltà economica e finanziaria, che più di altre hanno bisogno di essere aiutate.

 

*Vietata la vendita ai minori di anni 18. Per bere responsabilmente.

 

La grafica e il concept creativo della birra Aniti Beer sono a cura di Isabel Alfano

 

Servizi inclusione Melito

Servizi di inclusione a Melito Porto Salvo

Nel comune di Melito Porto Salvo – dove lo scorso anno abbiamo gestito i servizi di sostegno scolastico ed extrascolastico – stiamo gestendo dal 27 gennaio di quest’anno tutti gli altri servizi di inclusione già programmati nel Piano di Zona 2021-2023 e finanziati dalla “Quota Servizi del Fondo Povertà“. Li gestiamo per circa 18 mesi (indicativamente sino a giugno 2023) in collaborazione con le nostre socie, l’associazione Ce.Re.So (Centro Reggino di solidarietà) e la cooperativa La Nostra Valle di Condofuri.

I servizi di inclusione che gestiamo a Melito Porto Salvo. Cosa e quali sono

Si tratta di servizi che rafforzano quelli già esistenti (cd. rafforzamento degli interventi di inclusione) per rispondere in maniera più efficace alle esigenze delle persone (specie delle famiglie e dei minori) e dei loro bisogni, offrire loro opportunità diversificate per realizzare percorsi di autonomia. I servizi di inclusione sono così suddivisi:

  1. sostegno socio-educativo domiciliare e territoriale e nella gestione delle spese e del bilancio familiare
  2. sostegno alla genitorialità e servizio di mediazione familiare
  3. servizio di mediazione culturale
  4. servizio di pronto intervento sociale

Sono servizi che offriamo grazie a un’équipe multidisciplinare formata da: 2 psicologi, 5 educatori professionali, 1 mediatore familiare, 1 mediatore culturale, 4 assistenti educativi e infine 1 pedagogista che coordina tutte le attività ed è intermediaria fra l’équipe e i servizi territoriali competenti.

Nell’ottica della co-progettazione e quindi “del fare insieme” – che caratterizza da sempre le nostre azioni – prevediamo un coinvolgimento attivo e costante di tutti gli attori del territorio: del comune capofila di ambito, delle istituzioni scolastiche di I e II grado, dei servizi territoriali dell’ASP. Ciò ci consentirà di realizzare azioni integrate più efficaci verso i minori e le loro famiglie e quindi una buona riuscita dei servizi.

1. Servizio di sostegno socio-educativo domiciliare e territoriale

È un servizio a sostegno delle famiglie e dei minori in condizione di fragilità e povertà economica ed educativa. Può essere domiciliare o territoriale. In quello domiciliare prevediamo interventi di carattere sociale ed educativo (sostegno scolastico al minore, supporto ai componenti familiari). Mentre in quello territoriale prevediamo l’apertura di spazi messi a disposizione dal Comune di Melito per promuovere attività rivolte ai bambini e alle loro famiglie in situazione di disagio, di emarginazione, di difficoltà affettive, relazionali e scolastiche. Tra le attività offriamo sia sostegno educativo o scolastico che attività di laboratorio o gioco, sostegno alle funzioni genitoriali attraverso incontri/confronto su determinate tematiche.

Servizi Melito inclusione

Uno degli spazi messi a disposizione dal Comune di Melito

Ma prevediamo anche supporto nella gestione delle spese e del bilancio familiare e per consulenze finanziarie.

2. Sostegno alla genitorialità e servizio di mediazione familiare

Attraverso il sostegno alla genitorialità forniamo un servizio a sostegno delle famiglie rispetto alle difficoltà inerenti alla gestione quotidiana della prole (per esempio cura di sè, impegni scolastici e tempo libero). Le famiglie sono prese in carico dal servizio sociale dei comuni dell’ambito di Melito.

Il servizio di mediazione familiare invece è un servizio per i nuclei familiari, per le coppie e famiglie in crisi che vivono situazioni conflittuali di separazione o divorzio. Prevediamo quindi i colloqui per la presa in carico, sostegno psicologico, accompagnamento formativo.

3. Servizio di mediazione culturale

Il servizio di mediazione culturale è l’ultimo servizio attivato (è attivo dal 14 febbraio 2022). È un servizio a sostegno degli immigrati di rientro, dei cittadini stranieri che risiedono nei comuni dell’ambito territoriale di Melito e che hanno bisogno di consulenza, informazioni e confronto. Nasce per facilitare e favorire i processi di integrazione e inclusione sociale attraverso attività di

  • tutoraggio nella compilazione dei documenti, pratiche, iscrizioni, richieste
  • interpretariato e traduzione di documenti
  • intermediazione tra la Pubblica amministrazione e i bisogni dei cittadini stranieri

E anche attraverso interventi per disagio abitativo, prevenzione, salute, servizi di orientamento al lavoro. Allo stesso modo prevediamo l’attivazione di diversi laboratori sull’educazione interculturale, educazione civica, apprendimento della lingua italiana.

4. Servizio di pronto intervento sociale

Attraverso il servizio di pronto intervento sociale svolgiamo funzioni di segretariato sociale, di collegamento con i servizi territoriali, di intervento immediato sul posto a seguito a segnalazioni. Attraverso questo servizio vogliamo ridurre lo stato di isolamento delle persone rispetto alla rete dei servizi territoriali e fornire quindi assistenza immediata. Prevediamo anche uno sportello di supporto psicologico e la realizzazione di uno spazio neutro.

A chi ci rivolgiamo

Possono beneficiare dei servizi di inclusione le famiglie e i minori con maggiore vulnerabilità che risiedono nei comuni dell’ambito territoriale di Melito Porto Salvo (comune capofila): Bagaladi, Bova, Bova Marina, Cardeto, Condofuri, Montebello Jonico, Motta San Giovanni, Roccaforte del Greco, Roghudi e San Lorenzo.

Dove puoi trovarci

Siamo presso i locali dell’ufficio politiche sociali del Comune di Melito in viale della Libertà. Puoi trovarci dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 12.

Per maggiori informazioni e appuntamenti contattaci al numero 334 3961579.

 

Mutualità documento

Impronte a Sud – Il documento sulla mutualità. Cos’è e a cosa serve

Il documento sulla mutualità è il risultato di una riflessione, di un ragionamento che abbiamo iniziato a fare nella primavera 2021 in seguito alla crisi economica e sociale degli ultimi due anni e che è ancora aperto e suscettibile di modifiche, integrazioni.

Lo abbiamo costruito con Social Hub nell’ambito del progetto Impronte a Sud – Welfare Lab sostenuto da Fondazione Con il Sud. Ed è più precisamente l’avvio di un percorso sperimentale che stiamo provando a costruire insieme a diversi soggetti.

Questo documento è uno spunto dal quale partire per condividere un percorso sull’idea di mutualità territoriale. Sia con le socie del Consorzio Macramè per tentare di coinvolgere la base sociale e farne diventare un’ipotesi di modello al nostro interno sia con i partner di progetto – fra i quali anche soggetti che non sono della città di Reggio Calabria (ci sono infatti partner in ambito nazionale) –  sia con soggetti esterni al partenariato, la comunità locale, le pubbliche amministrazioni, imprenditori sensibili.  

Pasquale Neri – responsabile del progetto Impronte a Sud – Welfare Lab

Quindi, non una ricetta applicabile sempre e comunque, ma un’ipotesi di metodo che parta dalla conoscenza e dalla lettura dei bisogni che la comunità fa di se stessa. Un intervento diretto con la comunità fatto da soggetti che hanno a cuore certi temi e che attraverso attività di animazione territoriale, culturale e politica dei territori contribuiscono a costruire politiche di welfare partecipate dalle pubbliche amministrazioni, dagli enti del terzo settore, dai cittadini, dalla rete di economia solidale, imprenditoriale sensibile delle comunità territoriali.

Attraverso il documento sulla mutualità

proponiamo agli enti di Terzo settore

di costruire insieme un’idea di mutualità nuova in Calabria

una modalità diversa per organizzare la propria presenza sui territori per rispondere ai bisogni, alle esigenze della comunità.

Cosa contiene il documento

Il documento sulla mutualità contiene una descrizione generale del contesto calabrese (inizi 2020 – fine lockdown), le nostre riflessioni sull’emergenza sanitaria che ha avuto pesanti ripercussioni in Italia. Sulle conseguenze che la pandemia ha avuto – specie in Calabria – sulle attività economiche, sulla domanda di beni e servizi. Ma contiene anche delle riflessioni e proposte su cosa possono fare gli attori del Terzo settore in un contesto di questo tipo.

In un quadro preoccupante dove prevalgono la contrazione della spesa delle famiglie, l’aumento della disoccupazione, la diffusione della criminalità organizzata pensiamo che l’unico elemento su cui dobbiamo lavorare è la comunità. Lavorando con la comunità e dalla comunità possiamo costruire dei percorsi, costruire l’identità e la struttura di una comunità. Un processo lungo per il quale è necessaria la partecipazione dei soggetti che vivono la comunità affinchè questa diventi un soggetto che si riconosca, definisca le condizioni. E che non si può fare dall’oggi al domani. Ne siamo consapevoli. Ma che si può, si deve fare!

L’ambito nel quale secondo noi si può manifestare meglio questo lavoro è l’ambito mutualistico che si realizza nella cura – nel benessere e nella salute – attraverso la prossimità. E non come una semplice prestazione di cura sociale o sanitaria.

Nell’immaginare un nuovo modello mutualistico da adottare in Calabria abbiamo indivividuato gli strumenti della mutualità mediata e indiretta e del fondo sanitario integrativo aperto. Ne parliamo nel documento.

In questi mesi abbiamo condiviso il documento sulla mutualità con le socie del Consorzio Macramè e i partner di progetto. Sulla base delle loro esperienze lo stiamo integrando con altri spunti e riflessioni per arrivare ad un momento comune con un documento finale.

SCARICA E LEGGI IL DOCUMENTO SULLA MUTUALITÀ!

Se vuoi condividere delle riflessioni o altri spunti scrivi nei commenti all’articolo. Ci farà piacere leggere anche il tuo pensiero.

Mutualità Calabria

Impronte a Sud – Verso un nuovo modello di mutualità in Calabria

A luglio 2021 abbiamo avviato nell’ambito del progetto Impronte a Sud – Welfare Lab sostenuto da Fondazione CON IL SUD una serie di incontri con i nostri soci e i partner di progetto. Per riflettere e discutere insieme su come costruire un nuovo modello, un’idea di mutualità diversa da sperimentare in Calabria. Confrontarci con i problemi derivanti dall’aumento delle diseguaglianze e dalla riduzione delle protezioni sociali.

Immaginiamo da sempre un welfare di mutualità e prossimità che metta al centro la persona e i suoi bisogni. Che vada al di là dell’assistenza e dell’erogazione dei servizi. Che sia in grado di costruire relazioni tra cittadini, organizzazioni, aziende, istituzioni, restituire valore ad ogni singola persona, perchè nessuno resti solo. 

L’emergenza sanitaria da Covid ha stravolto abitudini, modo di intendere l’organizzazione dei servizi. Delle relazioni nei territori, nei rapporti con la Pubblica amministrazione.

Pasquale Neri, responsabile del progetto Impronte a Sud

Il nostro ragionamento parte dall’analisi di un contesto regionale preoccupante segnato dalla grave crisi economica e sociale degli utimi due anni, una crisi – sempre maggiore – del sistema di servizi
alla persona a seguito alla quale
abbiamo sentito più che mai l’urgenza e l’esigenza di cambiare rotta. Di assumere un maggiore impegno comune in difesa della responsabilità sociale di impresa. Della prossimità, della mutualità, temi a noi cari e fra le azioni principali del progetto Impronte a Sud.

Un documento sulla mutualità in Calabria

Per questo abbiamo raccolto le nostre riflessioni, proposte. Costruito con Social Hub, partner di progetto, una bozza di documento.

Una bozza dalla quale partire per ragionare insieme e continuare a confrontarci con i nostri soci e con i partner. Concretizzare un’idea di mutualità capace di generare risposte innovative nella cura – del benessere e della salute – attraverso la prossimità.

Un documento aperto e suscettibile di modifiche, integrazioni che propone di costruire insieme una modalità diversa di organizzare la nostra presenza sui territori per rispondere ai bisogni e alle esigenze delle persone. Partendo dalla comunità.

Qui un breve estratto di uno dei primi incontri che abbiamo organizzato l’estate scorsa presso la nostra sede.

Ci siamo incontrati con il nostro staff di progetto (Pasquale Neri, Aldo Cavallari, Gildo De Stefano, Laura Cirella, Natasha Tsepovatenko, Angela Giunta e il nostro direttore Giuseppe Carrozza), con Mario Alberti della Cooperativa sociale “La nostra Terra”, Giovanni Pitrolo di La Casa di Miryam Cooperativa Sociale, Emilio Vergani di Social Hub, Andrea Volterrani dell’Università di Roma Tor Vergata, Antonino Zumbo di Mutua Sanitaria Cesare Pozzo, Massimo De Rosa di Fondazione Èbbene.

In un altro incontro c’erano Domenico Barresi della cooperativa Rose Blu, Cristina Ciccone e Nadia Denisi della cooperativa sociale Demetra, nostre socie e partner del progetto Impronte a Sud.

Le riflessioni dei soci e dei partner di Impronte a Sud sul documento sulla mutualità

Secondo Mario Alberti  della Cooperativa sociale “La nostra Terra”

Un modello efficace perchè parte dal basso. Se non parti dalla gente non riuscirai mai a costringere la Pubblica Amministrazione ad assolvere il suo ruolo.

Secondo Antonino Zumbo di Mutua Sanitaria Cesare Pozzo

Dopo la grave crisi economica e sociale bisogna reagire in positivo, costruire un nuovo tessuto sociale, immergersi nelle aree interne marginali. Vedo il fondo integrativo dinamico, coinvolgente. Dobbiamo ascoltare i cittadini, i medici generici dei territori interni per capire il bisogno, come noi possiamo costruire il fondo integrativo. Dobbiamo metterci  in rete con le associazioni che esistono in queste aree, con la cooperazione sociale. Ma non solo. Per fare questo dobbiamo discutere di più, animare il territorio.

Secondo Giovanni Pitrolo di La Casa di Miryam Cooperativa Sociale

Io penso che sia un modello vincente. E che abbiamo scommesso su una strada impegnativa ma che ci può permettere di raggiungere gli obiettivi. Questo perchè siamo cresciuti per aver costruito delle relazioni sane. Abbiamo sentito il bene di Via Possidonea come il bene della comunità. Reso fruibile e bello. Abbiamo avvicinato le persone. Non c’è stato qualcuno che si è avvicinato spontaneamente. No solo mafia, ma inefficienza della Pubblica Amministrazione. Non terrei fuori da questo modello gli enti profit perchè gli enti profit sono parte della collettività. Dobbiamo riuscire a fare capire il valore del Terzo settore, di quello che stiamo portando avanti. Solo chi lo vive può testimoniare. Vivendolo riesco a sentirlo mio.

Secondo Massimo De Rosa di Fondazione Èbbene

Crediamo che sia una modalità vincente: mutualità e reciprocità. Occorre chiedere la partecipazioe attiva delle persone alla costruzione della comunità. Coinvolgere la gente in processi di partecipazione attiva che sono proprie della cooperazione.

Secondo Andrea Volterrani dell’Università di Roma Tor Vergata

Incontro importante che a che fare con i soci del Consorzio Macramè, con i partner di progetto. Il percorso è che questo documento deve essere oggetto di discussione, di confronto con tanti soggetti, sia organizzati, con la Pubblica amministrazione dove possibile, con soggetti imprenditoriali, soggetti del terzo settore. Ma è importante coinvolgere più avanti anche persone che potrebbero essere interessate ma che non fanno parte di organizzazioni perchè sono persone rilevanti per la comunità reggina, che sono persone attive ma anche quelle che non sono attive, che hanno problemi, che sono vulnerabili così come quelli che non sono vulnerabili. È l’avvio di un percorso di partecipazione anche nella costruzione, discussione del documento. Per coinvolgere le persone prima di arrivare in fondo nel processo.

Mutualità Calabria

Secondo Domenico Barresi della cooperativa sociale Rose Blu

È più facile iniziare a fare questo tipo di ragionamento nei comuni in cui l’appartenenza a un luogo può essere la base. Nei comuni in cui c’è un’identità di comunità, c’è un rapporto tra le persone che identificano un contesto territoriale.

Secondo Nadia Denisi della cooperativa sociale Demetra

A proposito della comunicazione. Io la vedo su diversi livelli. Innanzitutto la comunicazione tra di noi. Affinchè ciascuno sa cosa c’è, che cosa si fa sul territorio. Una volta raggiunto questo linguaggio comune tra di noi possiamo arrivare al livello della comunità.

 

Fare mutualità significa mettere sempre al centro le persone, le comunità.
Restituire loro valore. Generare un impatto concreto a beneficio di tutti.

Per noi la mutualità non è solo intenzione, è prima di tutto azione.

Ed è grazie a questi incontri che capiamo che possiamo, anzi, dobbiamo fare!

 

 

Agenzia sociale per l'abitare

Agenzia sociale per l’abitare – Una casa per Seydou e Idrissa

Ci sono storie e vite che solo in apparenza sembrano lontane. Perchè a volte capita che qualcosa o qualcuno le faccia incontrare e faccia accadere qualcosa di bello che regala una nuova speranza ed emozioni inattese ai protagonisti di quelle storie.

È quello che è capitato a Seydou, Idrissa e Maria, ma anche a Noemi e Drissa – rispettivamente il nostro tecnico e il nostro mediatore culturale – che attraverso il progetto Agenzia sociale per l’abitare avviato col Comune di Taurianova  hanno reso possibile quello che speravamo da tempo: favorire forme di accoglienza, raccontare storie belle di inclusione sociale.

Agenzia sociale per l’abitare. Gli inizi

Quando abbiamo avviato il progetto Agenzia sociale per l’abitare non è stato facile trovare una casa per i migranti di Contrada Russo. Anche per i migranti in regola che hanno un permesso di soggiorno e un lavoro, che possono e vogliono pagare tasse, casa, luce, acqua. Anche per loro il diritto di avere una casa sembra essere negato.

A Taurianova le case non mancano. E anche ora che l’offerta abitativa c’è, che i proprietari di case sfitte possono avere la certezza del reddito e beneficiare delle agevolazioni fiscali. Anche ora che il Comune di Taurianova ha messo a disposizione dei voucher integrativi a supporto del canone di affitto per una durata di 2 anni, le case continuano a restare vuote. A volte non ci sono i requisiti di abitabilità richiesti. A volte mancano i requisiti per un regolare contratto di affitto. Più volte invece ci sono diffidenze e pregiudizi. E i migranti continuano a vivere in baracche di fortuna, in condizioni igieniche precarie.

“È importantissimo il fatto che le case vengano abitate. Il fatto di chiuderle è una cosa delle volte assolutamente irreversibile. Il beneficio per gli affittuari è sicuramente il controllo, il monitoraggio che viene effettuato all’interno dell’abitazione. Che non siano effettuati danni. Controlliamo che venga pagato il canone di affitto regolare perchè il voucher copre solamente la metà dell’affitto, per l’altra metà provvedono i migranti” dice Noemi.

Agenzia sociale per l'abitare

Sportello informativo Agenzia sociale per l’abitare – Noemi Asciutto e Drissa Diarra presso l’Officina della solidarietà (ex giudice di pace) a Taurianova

Lincontro con la signora Maria e la prima casa di Agenzia sociale per l’abitare 

A febbraio incontriamo la signora Maria che è proprietaria di un’abitazione sfitta nella frazione di San Martino di Taurianova. Per garantire le condizioni di abitabilità deve fare alcuni lavori di ristrutturazione e la revisione degli impianti. Ma il progetto le piace e vuole aiutare i ragazzi di Contrada Russo.

Quando mi hanno parlato del progetto portato avanti dal Consorzio Macramé e delle condizioni in cui vivono i giovani migranti, la mia mente è andata indietro a tanti anni fa quando a cercare fortuna in una terra lontana erano i nostri concittadini. La mia famiglia di origine e quella di mio marito – racconta la signora Maria – hanno vissuto il dramma dell’emigrazione. Mia madre, mio fratello e mia sorella, più di 50 anni fa, sono emigrati in Australia e là hanno dovuto lottare per ottenere una vita dignitosa. Per questo non potevo voltarmi dall’altra parte nel vedere questi ragazzi. Mi auguro che il mio gesto sia imitato da altri miei concittadini“.

Noemi e Drissa accompagnano la signora Maria in tutte le fasi di stipula del contratto. Nella casa non ci sono arredi ma Noemi e Drissa l’aiutano a recuperarli.

Un gruppo di cittadini sente la necessità di attivarsi e fare qualcosa di concreto per rendere confortevole la prima casa di Agenzia sociale per l’abitare. Ci sono Andrea, Pasquale, la signora Grazia, Yazmin che donano dei mobili (arredi per la camera da letto, un mobile appendiabiti d’ingresso, un frigo, la lavatrice e alcune stoviglie). C’è il signor Francesco che si adopera per ripristinare il mobile credenza e i due mobili contenitori, mentre Davide si occupa di caricare e trasportare in discarica il materiale inidoneo,  trasportare e collocare gli arredi. E poi c’è l’avv. Annamaria che ci ha garantito supporto legale, creduto nel progetto sin dall’inizio. Alla base un forte intento umanitario. Un segnale importante che dimostra quanto le persone possano essere speciali. Il segnale di una comunità che ha fatto propria la parola umanità dandole un significato e un valore profondi.

Seydou e Idrissa a “Casa Tarcisia”

Ad aprile l’abitazione è pronta. La prima casa di Agenzia sociale per l’abitare prende il nome di “Casa Tarcisia” in omaggio alla calabrese Suor Tarcisia Rizzo che per prima concepì e mise in pratica il sistema delle adozioni a distanza.

Il nome è stato scelto – ci spiegano Noemi e Drissa – con l’augurio che possa servire da stimolo ed incoraggiare altri cittadini ad aderire al progetto. È un rimando simbolico alla figura di Suor Tarcisia Rizzo, originaria di Brivadi di Ricadi a Vibo Valentia, che nel 1960 lasciò la sua Calabria per andare ad aiutare i bisognosi di un paese ancora più povero, lo Zambia, e fu la prima a concepire ed a mettere in pratica il sistema delle “adozioni a distanza”.

A fine aprile Seydou e Idrissa, dopo aver vissuto in una delle baracche di legno e plastica di Contrada Russo, hanno finalmente una casa dignitosa dove poter abitare.

Agenzia sociale per l'abitare

Seydou e Idrissa a “Casa Tarcisia”, la loro prima “vera” casa

Seydou e Idrissa sono due migranti regolari provenienti dal Mali. Hanno un permesso di soggiorno e un lavoro. E adesso abitano nella casa che la signora Maria ha messo a disposizione per loro e per il progetto Agenzia sociale per l’abitare.

Seydou

Seydou ha 26 anni. È africano e viene dal Mali. È arrivato in Calabria nel 2018 e lavora in campagna a Taurianova.

“Scappiamo dalla guerra per avere una vita migliore. Il viaggio è stato molto duro. Ho attraversato la Libia per venire qui in Italia. Ora sto lavorando in campagna con regolare contratto di lavoro. Mi piace il mio lavoro e mi piace lavorare con gli italiani – racconta Seydou – A contrada Russo non è stato facile, era l’unico riparo per me. Ero costretto a rimanere lì perché non avevo un altro posto dove andare. Sono molto contento di vivere qui. Da quando mi sono trasferito in una casa è migliorata anche la mia salute e lavoro meglio. Sono molto grato nei confronti della proprietaria che ha dato casa a noi africani. Adesso mi sento più accolto e mi piace vivere in città. Non abbiamo ancora conosciuto i vicini ma siamo molto tranquilli”.

Idrissa

Idrissa Traore ha 28 anni. È africano ed è arrivato in Calabria dal Mali nel 2016. Ha trovato riparo nella tendopoli. Poi ha vissuto a Napoli ed è ritornato qui nel 2020. Adesso sta lavorando in campagna in una fabbrica di arance. Quando andiamo nella nuova casa per firmare i documenti ci racconta

“Sono venuto in Italia perché nel mio paese c’è la guerra. In Mali, ho lasciato la mia famiglia, mio padre, mia madre e anche i miei fratelli. Il viaggio è stato molto duro. Sognavo solo un posto dove stare bene. Un lavoro e una casa. Una vita normale. Quando sono arrivato non avevo un posto dove stare per mangiare e riposare al riparo dalla pioggia. L’unica alternativa era la tendopoli. Non sono riuscito a trovare una casa anche se lavoro e posso pagare l’affitto. Le persone pensano male di noi. Non pensiamo di prendere una casa senza pagare l’affitto o fare qualcosa di brutto. Di fare danni. Il mio datore di lavoro ha provato ad aiutarmi a trovare una casa ma senza riuscirci. Mi piace lavorare con gli italiani e lo preferisco perché è l’unico momento di integrazione”.

La consegna ufficiale di “Casa Tarcisia” a Seydou e Idrissa

Il 4 maggio scorso formalizziamo la consegna della casa con il sindaco Rocco Biasi del Comune di Taurianova. Saydou e Idrissa consegnano così alla signora Maria i voucher integrativi messi a disposizione dal Comune di Taurianova a titolo di contributo del canone di affitto.

Al momento della consegna sono presenti gli assessori Maria Fedele, Angela Crea, Andrea Canale del terzo settore area Welfare del Comune di Taurianova, Noemi Asciutto e Drissa Diarra.

Agenzia sociale per l'abitare

La consegna di “Casa Tarcisia” alla presenza delle Istituzioni

Seydou e Idrissa ci hanno detto di essere contenti, di sentirsi più accolti.

Seydou a stento alzava la testa. Quando ha capito che gli davamo una casa si percepiva l’emozione, la commozione nei suoi occhi. Nel momento in cui siamo andati a prenderli e hanno raccolto i pochi vestiti che avevano e poi hanno salutato tutti gli altri, l’emozione è stata veramente bellissima. Certo è durata poco perchè mi sono girata e ho incontrato lo sguardo dei prossimi in lista di attesa che attendono anche loro di provare la stessa emozione che hanno provato Seydou e Idrissa” dice Noemi ricordando di quando li ha accompagnati nella baraccopoli per il trasloco.

A distanza da 5 mesi dall’avvio del progetto, Agenzia sociale per l’abitare ci insegna che una nuova integrazione si può fare nonostante possa sembrare complesso e difficile. Che l’unione fa la forza, che le istituzioni, il terzo settore e la società civile possono collaborare insieme in modo positivo e virtuoso. Che due migranti accolti che si sentono parte di una comunità sono il vero valore aggiunto al di là del colore della pelle e delle differenze.

Una storia di rinascita e speranza! Una di quelle che ci piace raccontare.

Congratulazioni Seydou e Idrissa! Grazie ancora alla signora Maria e ai cittadini del comune di Taurianova per averla resa possibile.

 

 

Agenzia sociale per l’abitare è il progetto di inserimento socio-abitativo promosso con il Comune di Taurianova. Rientra nell’ambito del progetto interregionale “SU.PR.EME. – Sud Protagonista nel superamento delle Emergenze” (già avviato), è finanziato dalla Regione Calabria attraverso il Fondo Asilo Migranti Integrazione (FAMI) emergenziale della Commissione Europea e ha come capofila il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.