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Impronte a Sud – Welfare Lab. Welfare di comunità a Reggio Calabria

Vogliamo avviare la prima esperienza di welfare di comunità a Reggio Calabria.

Con il progetto Impronte a Sud – Welfare Lab vogliamo restituire alla città uno spazio aperto, in cui tutti i cittadini possono essere attori di una comunità attiva e solidale e non solo destinatari di servizi. Con il progetto sostenuto da Fondazione con il SUD prevediamo la ristrutturazione dell’immobile confiscato di Via Possidonea 53, edificio di proprietà di Gioacchino Campolo, noto come il “re dei videopoker”, oggi in carcere.

Il bene consegnatoci nel 2017 dalla Città metropolitana di Reggio Calabria  mediante procedura di evidenza pubblica si trova nel centro di Reggio Calabria.

Vogliamo che l’immobile ristrutturato diventi uno spazio comune dove le famiglie, persone svantaggiate, aziende possono trovare:

  • uno sportello informativo e di orientamento al lavoro e formazione;
  • servizi e attività a sostegno di organizzazioni e imprese per la realizzazione dei processi che concorrono alla responsabilità sociale;
  • un social point per accedere ai servizi socio assistenziali, sociali, sanitari (CAF, patronato, cure domiciliari, sanitarie e sociali, pronto intervento a domicilio per piccole manutenzioni, interventi di riparazione);
  • uno spazio di co-working;
  • servizi di mobilità per anziani, per persone con disabilità.

Intendiamo realizzare un portale per facilitare l’accesso alle prestazioni sanitarie specialistiche e App per le prenotazioni. Vogliamo attivare anche laboratori di ricerca sociale, della mutualità, laboratori di abilità per figure addette alla realizzazione di arredi, alla riparazione di impianti e attrezzature.

Prevediamo di attivare 15 tirocini e 6/8 inserimenti lavorativi, nell’ambito dei lavori di manutenzione domestica e servizi di assistenza alla persona, all’interno di 4 cooperative partner del progetto.

Con il progetto Impronte a Sud – Welfare Lab vogliamo ridare valore ad un luogo in cui le persone possono agire e riconoscersi protagoniste della costruzione di un bene comune.

☀️ Un tempo erano beni di proprietà della mafia, ora si trasformeranno in nuove opportunità per la comunità: centri…

Pubblicato da Fondazione CON IL SUD su Mercoledì 6 novembre 2019

I nostri partner

Nel progetto di Impronte a Sud – Welfare Lab sono nostri partner:

ASSOCIAZIONE CALABRESE DI EPATOLOGIA – ONLUS

ASSOCIAZIONE TERRITORIALE U.N.S.I.C. RC/387

CITTÀ METROPOLITANA DI REGGIO CALABRIA

COMUNE DI REGGIO CALABRIA

CONSORZIO IDEA AGENZIA PER IL LAVORO S.C.S.

FONDAZIONE EBBENE

FONDAZIONE FINANZA ETICA

LA CASA DI MIRYAM COOPERATIVA SOCIALE

LA NOSTRA VALLE

ROSE BLU COOPERATIVA SOCIALE ARL

SOCIAL HUB

SOCIETÀ NAZIONALE DI MUTUO SOCCORSO CESARE POZZO

SOLEINSIEME SOCIETÀ COOPERATIVA SOCIALE ONLUS

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI ROMA “TOR VERGATA”

UNIVERSITA DEGLI STUDI MEDITERRANEA DI REGGIO CALABRIA

UNIVERSITÀ PER STRANIERI “DANTE ALIGHIERI”

 

Se vuoi sapere di più leggi anche su L’avvenire di Calabria

Puoi seguire le nostre attività sul blog di Esperienze con il Sud

Apre il cantiere IMPRONTE A SUD_Welfare LAB

Alla presenza di Carlo Borgomeo – Presidente della Fondazione con il sud – lunedì 25 febbraio 2019, è stato aperto il cantiere per la ristrutturazione dell’immobile confiscato sulla centralissima via Possidonea ed affidato a Macramè, che porterà alla nascita del centro “Impronte al Sud – Welfare Lab”.

Un progetto ambizioso attorno al tema della “mutualità di prossimità” coordinato da Macramè e dalla città metropolitana di Reggio Calabria, in sinergia con diversi partner: l’Università per Stranieri di Reggio Calabria “Dante Alighieri”, il Dipartimento D.Ar.Te della facoltà di Architettura di Reggio Calabria, la Fondazione Ebbene, il Consorzio Idea Agenzia per il Lavoro, Banca Popolare ETICA, la Fondazione Cesare Pozzo, il Centro di Medicina Solidale ACE, il Comune di Reggio Calabria.

 

Impronte a sud – Welfare Lab è:

Camminare accanto, lasciare il segno, farlo insieme

Allestire e trasformare spazi in luoghi ad alta densità relazionale;

Promuovere la creazione di un “laboratorio sul welfare” a servizio delle comunità territoriali.

Animare un network sostenuto da soggetti istituzionali, enti del terzo settore, mondo profit, gruppi informali di cittadine e cittadini.

Contribuire attivamente all’arricchimento dell’offerta di servizi e attività sociali nel territorio in un’ottima di bottom up e co-progettazione.

Sperimentare nuove forme mutualistiche e servizi di welfare aziendale, in cui singoli individui, aggregandosi, ottengono una migliore protezione verso rischi e bisogni.

Co-generare nuove risposte, progettare e gestire in modo condiviso azioni di accompagnamento dei cittadini più vulnerabili, per trasformare la propria condizione di disagio in una presenza consapevole all’interno della comunità.

Festa dell’Albero, nasce la Communitas della biodiversità sul terreno confiscato di Rosarno

Mercoledì 28 novembre p.v., dalle ore 9:30, in occasione della “Festa dell’Albero”, sarà celebrata l’inaugurazione della “Communitas della biodiversità” sul terreno confiscato sito a Rosarno in località Carmine.

Il terreno, situato alla confluenza dei fiumi Mesima e Metramo, è stato affidato proprio dal Comune di Rosarno al Consorzio Macramè. Grazie al progetto “Mestieri legali”, sostenuto da Fondazione con il Sud, Macramè e i partner del progetto – Città Metropolitana di Reggio Calabria, Comune di Rosarno, Dipartimento dArTe dell’Università Mediterranea, Legambiente, Arci, Associazione Omnia e le cooperative sociali Alba e Mani e Terra – hanno dato vita ad una comunità che associa alle attività puramente agricole, interventi di carattere educativo e ambientale i cui attori principali sono i migranti.

Clicca qui per raggiungere il terreno.

Dopo due anni di intensa preparazione finalmente il terreno prende forma grazie allo sforzo dei partner tra cui la cooperativa Alba che più di tutti ha pagato il prezzo di intervenire sui beni confiscati, subendo un grave furto del parco mezzi che, grazie al generoso sostegno di tanti, è stato faticosamente ricostituito.

Il programma prevede l’accoglienza di una delegazione di alunni delle scuole di Rosarno, che a partire dalle 9:30 ne saranno gli assoluti protagonisti.

Saranno loro a tagliare simbolicamente il nastro che inaugura il luogo ad una fruizione pubblica, saranno sempre loro a dare vita ad un agrumeto storico con un abaco delle varietà con la piantumazione di tutte le undici specie di agrumi esistenti in natura ed alcuni ibridi, gentilmente forniti dai Vivai Nailma e dalla cooperativa Mani e Terra. Saranno ancora loro i primi cittadini a poter godere della bellezza del posto ascoltando anche il racconto di com’erano i luoghi prima del progetto e come lo diventeranno nel corso del tempo secondo il masterplan concepito assieme all’Università Mediterranea di Reggio Calabria con il concorso di tutti i partner, in particolare di Legambiente.

Ed infine saranno sempre gli studenti ad ascoltare le testimonianze delle Istituzioni locali, della Magistratura, dell’Agenzia dei Beni Confiscati, dei partner del progetto, nel racconto didascalico che con parole semplici spiega il vissuto della nostra esperienza.

Scarica la brochure dell’evento.

C’era una volta… leggi la storia di #mestierilegali

C’era una volta un terreno confiscato alla ‘ndrangheta…

Scarica la storia, scopri le prossime tappe.

Lingue ed esperienze differenti a lavoro sul terreno confiscato di Rosarno.

Sabato 21 luglio 2018 alle ore 18:00 si terrà, sul terreno confiscato di Rosarno sito in c.da Carmine, l’inaugurazione del primo padiglione frutto del lavoro della 1aEdizione #PaesaggiSolidali #JointLandscape dell’International Summer School.

Il workshop, che giunge a conclusione dopo due settimane di lavori, ha proposto una sperimentazione sui BeniConfiscati alla criminalità organizzata nel comune di Rosarno, promossa dal Laboratorio di ricerca Landscape_inProgress del Dipartimento dArTe e il Consorzio Macramè con la Ain-Shams University del Cairo, nell’ambito delle attività del progetto Mestieri legali, con il sostegno di Fondazione con il Sud.

Per 14 giorni, studenti egiziani e studenti italiani con i propri docenti e tutor, insieme alle maestranze italiane e migranti di tre cooperative sociali del Consorzio Macramè (Mani e terra, Alba e casa di Miryam), hanno lavorato sul terreno confiscato per la creazione di un padiglione effimero denominato “Symphony of Silente”, primo tangibile segno verso la creazione di un Parco della Biodiversità.

Il programma di giorno 21 prevede, alle ore 18:00, l’apertura al pubblico del padiglione, alla presenza del Sindaco di Rosarno Giuseppe Idà, del Presidente del Consorzio Macramè, Gianni Pensabene, del Direttore generale dell’Università mediterranea di Reggio Calabria, Ottavio Amaro, del Coordinatore scientifico del Dipartimento di Architettura e territorio – dArTe, Marina Tornatora e di Ahmed Sami della Ain-Shams Univeristy del Cairo. Il taglio del nastro sarà simbolicamente affidato a tre giovani che hanno partecipato alle due settimane di workshop: un operaio migrante, uno studente egiziano e uno studente italiano. Agli studenti saranno consegnati gli attestati di partecipazione all’International Summer School. A seguire, a chiusura dell’evento, ci sarà un concerto di musica live della formazione “Maniera d’Autore”.

International Summer School, studenti egiziani e italiani sui beni confiscati

E’ partita il 9 luglio  la prima edizione della International Summer School #PaesaggiSolidali #JointLandscape che propone una sperimentazione sui Beni Confiscati alla criminalità organizzata nel comune di Rosarno affidati in gestione al Consorzio Macramè.

L’iniziativa è svolta nell’ambito del progetto “Mestieri Legali – Creazione di una Comunitas della biodiversità per consentire l’inserimento lavorativo di persone immigrate” con il sostegno di Fondazione con il Sud ed è promossa dal Laboratorio di ricerca Landscape_inProgress del Dipartimento dArTe in collaborazione con la Ain-Shams University del Cairo e d’intesa con il Consorzio Macramè.

“Non solo per il nostro Dipartimento ma per l’intero Ateneo, questa è una iniziativa importantissima che risponde alla terza missione dell’Università: la disseminazione della conoscenza. La creatività, l’intelligenza e la consapevolezza sono le armi fondamentali per un cambio di paradigma nel ridisegnare il nostro territorio” – con queste parole ha aperto la conferenza stampa di presentazione  Gianfranco Neri, direttore del Dipartimento di Architettura e Territorio dArTe dell’università Mediterranea.

“L’iniziativa si inserisce in un territorio difficile, come quello di Rosarno, con un partenariato ampio e articolato che coinvolge, oltre l’Università, il Comune di Rosarno e la Città Metropolitana, anche le cooperative sociali Mani e Terra, che lavora nel campo agricolo con lavoratori migranti, e Casa di Miryam, che opera nel campo edile per l’inserimento lavorativo di ex tossicodipendenti; e ancora l’Associazione Omnia, Arci e Legambiente. – ha aggiunto il Direttore del Consorzio Macramè, Giuseppe Carrozza – Una grande alleanza di soggetti con l’obiettivo di restituire dignità e lavoro legale alla popolazione migrante del territorio rosarnese.”

“I giovani del Sud hanno il compito di comprendere il paesaggio e rigenerare il nostro territorio. Il progetto andrà ad intervenire su un luogo denso di storia, lungo il fiume Mesima, ai piedi della città Medma. In questo passaggio da luoghi del degrado a luoghi di qualità abbiamo, quindi , l’occasione di disseminare e trasferire sapere e conoscenza” – sono state le parole di Ottavio Amaro, Direttore Generale dell’Università Mediterranea.

“Saranno due settimane in cui verranno coinvolti 15 studenti egiziani, della Ain-Shams University del Cairo, e 12 studenti dell’Università di Reggio Calabria, con il coinvolgimento di 20 docenti. Verrà aperto un grande cantiere creativo con l’installazione di quattro padiglioni effimeri, intesi come tappe per la creazione del parco” – ha illustrato Marina Tornatora, Responsabile Scientifico del Dipartimento dArTe.

La parola è infine passata a Moataz Samir, dottorando di ricerca proveniente dalla Ain-Shams University del Cairo che nel ringraziare l’Università Mediterranea per l’occasione offerta ha aggiunto: “L’obiettivo è di comprendere come ridisegnare e rigenerare le città mediterranee nei loro aspetti economici, urbani e politici”.

Mestieri legali: International Summer School #beniconfiscati. CALL FOR STUDENTS

La CALL ha l’obiettivo di selezionare 10 studenti dei corsi di laurea in Architettura triennali, quinquennali e specialistiche regolarmente iscritti per l’anno accademico 2017/18, per partecipare alla prima edizione della Summer School.

La Summer School propone due settimane di sperimentazioni progettuali sui beni confiscati alla criminalità organizzata nel Parco della Biodiversità del Comune di Rosarno (RC), assegnato al Consorzio Macramè.

Bando e download: http://landscapeinprogress.unirc.it/paesaggi-solidali/

 

WORKSHOP BENI CONFISCATI 13-14 NOVEMBRE, Macramè protagonista

Segnaliamo questo importante evento –  WORKSHOP  BENI CONFISCATI –  che si terrà il 13 e 14 novembre presso la Sala Conferenze Palazzo Alvaro sede della Città Metropolitana di Reggio Calabria, promosso dall’Amministrazione Comunale di Reggio Calabria in collaborazione  con ANCI – ANBS – Città Metropolitana di Reggio Calabria – Università Mediterranea.

Fra i protagonisti ci sarà anche Macramè all’interno della sessione prevista per Martedì 14 novembre alle ore 15.00   La morte del Minotauro: il progetto dei beni confiscati a Reggio Calabria. Un’esperienza didattica dell’università mediterranea. 

Ne parlerà Ottavio Amaro – laboratorio  paesaggio in corso  – Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria. A chiusura del modulo dedicato al progetto didattico dell’università, si svolgerà la cerimonia di consegna di una delle cose confiscate oggetto di progettazione, all’aggiudicataria Consorzio Macramè.

Il workshop è rivolto agli amministratori di pubbliche amministrazioni destinatarie di patrimoni immobiliari provenienti da confische alla criminalità organizzata ed alle associazioni ed enti del terzo settore interessato all’affidamento in gestione di beni confiscati per il recupero e riuso tramite lo svolgimento di attività sociali. Il programma si propone di tracciare percorsi virtuosi di gestione dei beni confiscati attraverso l’scambio di buone pratiche tra pubbliche amministrazioni e attraverso il dialogo e la collaborazione con gli enti del terzo settore.