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Evento formativo di Giano

GIANO – Il secondo evento formativo del 6 e 7 aprile a Reggio Calabria

Si chiama “Innovazione e Terzo Settore: co-programmare, co-progettare”. È il secondo evento formativo (gratuito) del progetto GIANO – Conoscere il passato e guardare al futuro del PON Legalità 2014-2020 promosso in collaborazione con Legacoop Calabria e il Forum del Terzo settore Calabria. Ed è anche il titolo del modulo 5 del percorso di formazione avviato a luglio scorso con le 30 organizzazioni aderenti al progetto.

Si svolge il 6 e 7 aprile a Reggio Calabria presso Palazzo “Corrado Alvaro”- sede della Città Metropolitana di Reggio Calabria in collaborazione con Legacoopsociali e l’UniRiMi “Rossella Casini” e con il contributo della Città Metropolitana di Reggio Calabria.

La due giorni è rivolta ai 30 beneficiari aderenti al progetto che gestiscono i beni confiscati in Calabria ma è anche aperta al pubblico. Agli operatori del Terzo Settore, alle istituzioni pubbliche. A coloro che sono impegnati nella gestione dei beni confiscati, che vogliono approfondire, confrontarsi sui temi della co-programmazione e della co-progettazione – due delle grandi sfide cui siamo chiamati nei prossimi mesi come organizzazioni del terzo settore. E con noi anche gli enti pubblici. Una due giorni pensata per portare avanti il nostro lavoro di sensibilizzazione rispetto ai temi della co-programmazione e co-progettazione, ma anche della prossimità, mutualità e sviluppo di comunità, tutti temi – secondo noi –  fortemente connessi al tema dei beni confiscati.

Evento formativo di Giano

Presentazione del libro di Gianfranco Marocchi all’evento di Giano

L’evento si apre il 6 aprile alle ore 17 presso la Biblioteca “Gilda Trisolini” con la presentazione del libro “Alla ricerca della prossimità” di Gianfranco Marocchi, direttore della rivista Welfare Oggi e co-direttore della Biennale della Prossimità.

Partendo dal libro di Marocchi parleremo del senso della prossimità, di come sia possibile l’incontro tra prossimità, servizi e istituzioni. Perchè anche “la prossimità – per usare le parole di Marocchi – deve essere intesa come un pezzo del welfare, avendo la capacità di anticipare i bisogni”.
E la giornata di formazione del 6 aprile nasce anche con questo spirito.

Le 3 sessioni del secondo evento formativo di Giano

L’evento “Innovazione e Terzo Settore: co-programmare, co-progettare” si sviluppa in 3 sessioni:

Prima sessioneProssimità, mutualità e sviluppo di comunità

Nella sessione di mercoledì 6 aprile ci sono Domenico Mantegna, delegato al Welfare per la Città Metropolitana, Andrea Volterrani esperto di comunicazione sociale e nuove forme della mutualità dell’Università di Roma Tor Vergata ed Emilio Vergani, formatore e progettista, docente di metodi e tecniche della progettazione sociale presso l’Università LUMSA Santa Silvia di Palermo.

Racconteremo dell’esperienza di welfare di comunità avviata attraverso il progetto Impronte a Sud – Welfare Lab intorno all’immobile confiscato di Via Possidonea nel centro di Reggio Calabria e dell’esperienza del percorso di sviluppo di comunità di Pellaro e il futuro desiderabile, esperienze entrambe sostenute da Fondazione CON IL SUD. Per poi confrontarci sul processo di trasformazione da spazio fisico, luogo a comunità. Modera la prima sessione la giornalista Anna Foti.

Seconda sessione Future strategie di innovazione.

La seconda sessione di giovedì 7 aprile si svolge presso la “Sala del Consiglio” di Palazzo Corrado Alvaro.

Parleremo della co-programmazione come strumento utile a strutturare alleanze permanenti tra le pubbliche amministrazioni e il terzo settore, a fare insieme le politiche sociali. Quale strada da seguire per utilizzare in modo efficace anche le risorse del PNRR, i fondi strutturali e di investimento europei. Intervengono Luciano Squillaci, portavoce del Forum del Terzo Settore Calabria e Maria Giuffrida, esperta in Fondi europei strutturali e di investimento. Ma ci sono anche Luciano Gallo dell’ANCI Emilia Romagna che parlerà della co-programmazione e degli strumenti collaborativi alla luce del Codice del Terzo Settore e infine Sonia Bruzzese, responsabile dell’Ufficio Piano Caulonia che racconterà dell’esperienza positiva di co-programmazione dell’Ambito di Caulonia ai servizi di welfare. Modera Gilda Sciortino, giornalista di VITA non profit. Introduce il nostro presidente Giancarlo Rafele.

Terza sessione Progettare il cambiamento

Abbiamo già detto che secondo noi che i temi della co-programmazione e della co-progettazione sono strettamente legati alla valorizzazione dei beni confiscati. Ma come si sta sviluppando sui nostri territori l’adozione dell’art. 55 del Codice del Terzo Settore?
Per costruire rapporti di collaborazione sani tra enti pubblici e organizzazioni del Terzo Settore c’è bisogno che pubbliche amministrazioni e Terzo settore siano consapevoli dei propri ruoli, del funzionamento dei dispositivi dell’amministrazione condivisa, dai vantaggi agli eventuali rischi.

Ecco perchè nella terza e ultima sessione di giovedì 7 aprile parleremo del ruolo dell’ente pubblico nella co-progettazione con Guido Ciceri, direttore generale di SER.CO.P – Azienda speciale per i servizi alla persona dei Comuni del Rhodense. Del ruolo del Terzo Settore nella co-programmazione e nella co-progettazione con  Gianfranco Marocchi. Ci sarà poi Pietro Foti della Città Metropolitana di Reggio Calabria che illustrerà la positiva esperienza di co-progettazione sull’Avviso PNRR dei beni confiscati.

Infine si collegheranno con noi anche Marco Bianchi, Sindaco di Celleno (VT) e Maria Scinicariello, presidente della Cooperativa Prospetti per raccontare una buona prassi. Anche la terza sessione sarà moderata da Gilda Sciortino, giornalista di Vita Magazine.

Concludono Carmelo Versace, sindaco facente funzioni della Città Metropolitana di Reggio Calabria e Anna Vettigli, Vicepresidente nazionale di Legacoopsociali nazionale.

Leggi e scarica qui il programma dell’evento formativo di GIANO del 6-7 aprile 2022

Gaino evento

GIANO – Il racconto del primo evento formativo a Limbadi

Abbiamo concluso a Limbadi il primo evento formativo “Restituire bellezza, costruire futuro” del progetto Giano del PON Legalità 2014-2020.

Siamo stati presso gli immobili confiscati al clan Mancuso dove oggi ha sede l’Università della Memoria della Ricerca e dell’Impegno “Rossella Casini”, gestita dall’Associazione San Benedetto Abate e che è anche una dei 30 beneficiari del progetto.

Due giorni dedicati alla valorizzazione dei beni confiscati alle mafie in Calabria. Due giorni particolarmente partecipati dalle istituzioni, dalla magistratura, dalle forze dell’ordine, dai 30 beneficiari, dai soci, dalla società civile.

Ecco cosa è successo!

La prima giornata di “Restituire bellezza, costruire futuro”

Inaugurazione della mostra “Metamórphosis. Il progetto dei beni confiscati”

Abbiamo aperto la prima giornata dell’evento con l’inaugurazione della mostra “Metamórphosis. Il progetto dei beni confiscati”. Una narrazione per immagini – curata da Marina Tornatora, Ottavio Amaro del laboratorio di ricerca Landscape_in Progress del Dipartimento Architettura e Territorio Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria – per raccontare la storia di beni confiscati che sono diventati beni comuni grazie alle energie, il tempo e le risorse di chi ogni giorno prova a darsi e a dare una possibilità in questa terra.

Giano evento

Abbiamo proseguito poi con il I e II Panel formativo dell’evento di Giano.

I Panel Il progetto Giano. Formazione e network per la valorizzazione dei beni confiscati”

Durante il I panel Il progetto Giano. Formazione e network per la valorizzazione dei beni confiscati” abbiamo parlato del progetto, dell’importanza della formazione, del network per la valorizzazione dei beni confiscati. Hanno introdotto i lavori il nostro presidente Giancarlo Rafele e Laura Cirella, responsabile di progetto. Erano presenti don Ennio Stamile di Libera Calabria, Felicia Gemelli dell’area progettazione di Legacoopsociali nazionale, Valentina D’Urso del Ministero dell’Interno e referente per l’attuazione del PON Legalità, Michela Fabio della Prefettura di Reggio Calabria e Pantaleone Mercuri, sindaco di Limbadi.

Giano

II Panel “Costruire futuro. Giano: formazione e networking per valorizzare i beni confiscati

Durante il II Panel formativo “Costruire futuro. Giano: formazione e networking per valorizzare i beni confiscati” abbiamo voluto dare voce col nostro direttore Giuseppe Carrozza a una Calabria che punta con coraggio sulla gestione e valorizzazione dei beni confiscati, partendo dalla formazione dei 30 beneficiari del progetto. Pezzi di Calabria che intendono grazie a Giano essere più competenti e competitivi. Marina Tornatora di Landscape_inProgress ha così raccontato del recupero dell’immobile confiscato di Via Possidonea 53. Gianni Pensabene ci ha parlato della ricostruzione del Lido “La Cubana” a Parco Ecolandia. E infine Raffaella Conci ci ha raccontato dell’esperienza agricola sui terreni confiscati di Terre Joniche – Libera Terra Coop. Sociale. Attraverso il racconto di esperienze concrete ci siamo confrontati quindi sul futuro che ci attende, sul tipo di modello nuovo (e più sostenibile) di sviluppo del territorio che vogliamo costruire.

Per dimostrare che è possibile creare alternative, economiche e sociali agli attuali paradigmi. E che un cambio di rotta non solo è possibile, ma anche necessario. Per far emergere la bellezza della nostra terra, restituire dignità alla Calabria.
Per rendere ancora più speciale l’evento non solo incontri, ma anche parole e musica…

Durante la prima giornata i panel sono stati allietati da momenti di lettura della “Divina Commedia” a cura del cantautore-contadino Nino Quaranta in omaggio al VI centenario della morte di Dante, ma anche dalla presentazione del libro “A Sud del Sud” di Giuseppe Smorto con Gilberto Floriani, direttore del Sistema Bibliotecario Vibonese. Abbiamo infine chiuso la giornata con la bella musica Jazz di Daniele Laro, Andrea Paternostro e Rocco Scarcella dell’associazione Naima che è anche una dei  30 beneficiari del progetto Giano.

La seconda e ultima giornata di “Restituire bellezza, costruire futuro”

III Panel “Co-programmazione, co-progettazione e networking”
Nella seconda giornata dell’evento “Restituire bellezza e costruire futuro” abbiamo introdotto il III Panel formativo “Co-programmazione, co-progettazione e networking”. Abbiamo parlato con la nostra vice-presidente Federica Roccisano dell’importanza di avere un linguaggio comune, di riuscire a lavorare insieme – “pubblico” e privato sociale – per costruire insieme quello che è il futuro di un bene, che diventa anche il futuro di una comunità di vivere e di convivere. Ma anche di come il “pubblico” può avvalersi della conoscenza del terzo settore, di quella conoscenza ai bisogni dei territori che soltanto chi abita e chi vive il territorio conosce. Che è necessario uno scambio reciproco, mettere in relazione, creare rete e fare insieme, avere una finalità comune. Perchè insieme si possono realizzare cose bellissime e cambiare le cose. Ci siamo confrontati con Giuseppe Falcomatà delegato ANCI al Mezzogiorno e ai beni confiscati e Massimo Nicolò dell’Agenzia Nazionale Beni Sequestrati e Confiscati, Eleonora Vanni Presidente nazionale Legacoopsociali e Luciano Squillaci portavoce del Forum del Terzo Settore Calabria.
Claim “Trasformiamo COSA NOSTRA in CASA VOSTRA”

“Trasformiamo COSA NOSTRA in CASA VOSTRA”. Lo abbiamo lanciato durante la seconda giornata dell’evento formativo di Giano a Limbadi alla presenza dei nostri soci, dei beneficiari del progetto, delle istituzioni.

Non è solo un claim. È quello in cui crediamo, è il cambiamento che giorno dopo giorno proviamo a costruire attraverso la gestione e la valorizzazione dei beni confiscati che ci sono stati assegnati. È ciò che ispira la nostra azione per dare vita a nuove pratiche di economia e sviluppo sostenibile.

Due giorni dai quali, come ha detto il nostro presidente Giancarlo Rafele

siamo usciti ancora più consapevoli del grande lavoro che c’è da fare, ma fiduciosi di aver avviato il percorso per la costruzione di una comunità di pratiche su scala nazionale.

 

Giano evento

GIANO – Primo evento formativo si terrà dal 15 al 16 luglio

Restituire bellezza, costruire futuro. Strumenti, strategie e visioni per la valorizzazione dei beni confiscati alle mafie in Calabria è il primo evento formativo di GIANO – Conoscere il passato e guardare al futuro, il progetto del PON Legalità 2014-2020 promosso in collaborazione con Legacoop Calabria e il Forum del Terzo settore Calabria.

Dal 15 al 16 luglio a Limbadi, in provincia di Vibo Valentia, si terrà il primo incontro di formazione con i 30 beneficiari aderenti a Giano che gestiscono i beni confiscati nella nostra regione e che sono quindi destinatari delle attività di consulenza e formazione che forniremo grazie al PON Legalità 2014-2020.

Ma Restituire bellezza, costruire futuro è anche un evento aperto al pubblico. Specie agli operatori del Terzo Settore, alle istituzioni pubbliche. A coloro che sono impegnati nella gestione dei beni confiscati, che vogliono approfondire i temi del contrasto alle mafie. È infatti l’occasione per far conoscere, raccontare le buone pratiche e le storie di rigenerazione dei beni confiscati in Calabria. Per confrontarci sul ruolo del Terzo Settore nella restituzione dei beni alla collettività.

Due giorni di ascolto e scambio con incontri, dibattiti, esperienze di tutto il territorio regionale.

La mostra METAMÓRPHŌSIS

L’evento si apre con l’inaugurazione della mostra METAMÓRPHŌSIS. Il progetto dei beni confiscati alle mafie. E con la mostra di foto attraverso la quale raccontare per immagini la storia dei 30 beni confiscati che i 30 beneficiari del progetto Giano gestiscono in Calabria. Entrambe a cura del laboratorio di ricerca Landscape_in Progress del Dipartimento Architettura e Territorio (dArTe) dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria.

I 3 panel formativi del primo evento di Giano

Restituire bellezza, costruire futuro si sviluppa in 3 panel:

I panel Costruire futuro. Giano: formazione e networking per valorizzare i beni confiscati. Partendo dalla formazione prevista nell’ambito del progetto Giano parleremo dell’importanza di innescare processi di sviluppo locale, di accrescere le competenze, migliorare la gestione dei beni assegnati. Saranno con noi don Ennio Stamile del comitato scientifico UniRiMi “Rossella Casini” e referente di Libera Calabria, Felicia Gemelli dell’area progettazione di Legacoopsociali nazionale. Per le istituzioni pubbliche ci saranno Valentina D’Urso, direttore ufficio gestione e attuazione del Ministero dell’Interno e referente per l’attuazione del PON Legalità, Michela Fabio della Prefettura di Reggio Calabria e Pantaleone Mercuri, sindaco di Limbadi.

II panel Restituire Bellezza. Rigenerare i beni confiscati, raccontarne le storie. Parleremo del recupero dell’immobile confiscato di Via Possidonea 53 con Marina Tornatora del laboratorio di ricerca Landscape in progress per l’Università Mediterranea di Reggio Calabria. Della storia della ricostruzione del Lido “La Cubana” con Gianni Pensabene presidente del Parco Ecolandia. Dell’esperienza agricola sui terreni confiscati della cooperativa sociale Terre Joniche di Crotone con Raffaella Conci. Saranno presenti Natina Pratticò, presidente della Sezione Penale del Tribunale di Reggio Calabria. Introdurrà il panel il professore Nicola Fiorita del Comitato scientifico UniRiMi.

III panel Co-programmazione, co-progettazione e networking. Il ruolo del Terzo Settore nella restituzione alla collettività dei beni confiscati. Pensiamo che un futuro diverso in Calabria è possibile se i diversi attori – pubblico e privato sociale – si parlano, co-progettano azioni di sviluppo nelle e con le comunità. Ne parleremo con Giuseppe Falcomatà delegato ANCI al Mezzogiorno e ai beni confiscati e Massimo Nicolò dell’Agenzia Nazionale Beni Sequestrati e Confiscati. Interverranno Eleonora Vanni Presidente nazionale Legacoopsociali e Luciano Squillaci portavoce del Forum del Terzo Settore Calabria. Introdurrà il panel la giornalista Maria Pia Tucci.

Scopri e leggi il programma!

Non solo incontri, ma anche parole e musica…

Gli interventi saranno allietati infatti dai momenti di lettura a cura di Nino Quaranta, dalla presentazione del libro “A Sud del Sud” di Giuseppe Smorto con Gilberto Floriani, direttore del Sistema Bibliotecario Vibonese. E infine dalla musica Jazz session a cura dell’associazione Naima durante la serata del 15 luglio e a conclusione della prima giornata dell’evento.

Quando e dove si svolge il primo evento formativo di Giano

L’evento, GRATUITO, si svolge giovedì 15 e venerdì 16 luglio 2021 a Limbadi (Vibo Valentia), presso l’Università della Memoria della Ricerca e dell’Impegno “Rossella Casini”, Via Aldo Moro 3.

L’Università “Rossella Casini” con la quale a febbraio scorso abbiamo firmato un Protocollo di Rete nell’ambito del progetto GIANO ha sede presso gli immobili confiscati al clan Mancuso di Limbadi. Un luogo di riscatto e di crescita per la comunità, per rafforzare la consapevolezza sulla presenza delle mafie nei nostri territori, ma anche l’impegno attivo per il bene comune.

Come arrivare in auto

Da uscita SA-RC, procedere in direzione Limbadi. Seguire le indicazioni per Limbadi. All’ingresso del paese procedere diritto per Viale Europa I traversa. Quando vedi il segnale svolta a destra, segui le indicazioni per l’Università “Rossella Casini” (UniRiMi).

Scarica il programma!

 

E mentre aspetti Restituire Bellezza, costruire futuro

  • segui sulla nostra pagina facebook le pubblicazioni con gli hashtag #giano #ponlegalita #FondiUE #SostieniLaLegalita. Nei prossimi giorni presenteremo i relatori, le relatrici dell’evento e i loro interventi;
  • segna le date 15 e 16 luglio. Ci vediamo presso l’UniRiMI “Rossella Casini”, Via Aldo Moro 3 a Limbadi – Vibo Valentia.

 

L‘evento si svolgerà nel rispetto delle misure di sicurezza volte a prevenire la diffusione del Covid-19.

 

Protocollo di rete GIANO

GIANO – Firmato il protocollo di rete con l’UniRiMi

Abbiamo firmato con l’UniRiMi – Università della Ricerca, della Memoria e dell’Impegno “Rossella Casini” e l’Associazione San Benedetto Abate un protocollo di rete per supportare il progetto GIANO – Conoscere il passato e guardare al futuro del PON Legalità 2014-2020.

GIANO è il progetto che abbiamo promosso in collaborazione con Legacoop Calabria e il Forum del Terzo Settore Calabria per offrire servizi di accompagnamento, consulenza e formazione ai 30 enti gestori di beni confiscati in Calabria che hanno aderito al progetto.

Protocollo di rete firmato

Con il protocollo di rete ci impegnamo a collaborare con l’UniRiMi e l’Associazione San Benedetto Abate – ciascuno nella propria area di competenza – per la buona riuscita del progetto.

Cosa prevede il Protocollo di rete

Il nostro impegno è quello di progettare, coordinare e gestire le azioni progettuali di GIANO.

L’UniRiMi “Rossella Casini”, rappresentata dal presidente don Ennio Stamile, si impegna a offrire il supporto del suo comitato scientifico nell’attivazione dei dispositivi di assistenza tecnica. Nella formazione e comunicazione del progetto. Ma si impegna anche a ospitare, presso la sua sede, le attività di GIANO.

Invece l’associazione San Benedetto Abate – ente gestore di UniRiMI – rappresentata dal presidente Angelo Crupi, si impegna a offrire supporto nella promozione delle attività di assistenza tecnica e formazione. E anche nella diffusione degli output di GIANO.

Rispetto alla firma del Protocollo di rete, dice il nostro presidente Giancarlo Rafele

«Per noi è un accordo molto importante e ringraziamo l’UniRiMi e l’associazione San Benedetto Abate per la preziosa collaborazione. La firma di questo protocollo arricchisce il valore di un ambizioso progetto. E testimonia come la rete rappresenta la via maestra. Specie in un momento in cui è sempre più evidente la necessità di condividere visioni comuni per lavorare nell’ottica del cambiamento».

Infine don Ennio Stamile, presidente dell’UniRiMi commenta

«GIANO risulta un progetto di particolare importanza. A distanza di 25 anni dall’approvazione della L. 109/1996 per il riutilizzo sociale dei beni confiscati promossa da Libera, sono diversi gli enti del terzo settore che gestiscono beni confiscati in Calabria. Da diverso tempo si avvertiva l’esigenza di accompagnamento di questi enti che spesso vengono lasciati soli nella gestione. Come è successo, ad esempio, all’Associazione San Benedetto Abate e alla cooperativa impresa sociale “Upendo” di Cetraro. Due enti che gestiscono – con enormi difficoltà legate anche alla mancanza di fondi messi a disposizione – beni confiscati al clan Mancuso di Limbadi».

Leggi il Protocollo di rete

 

 

Giano

GIANO – Online la short-list dei soggetti beneficiari

Tutto pronto per la nostra nuova avventura! Sono 30 le organizzazioni in Calabria che beneficeranno dei servizi di GIANO – Conoscere il passato e guardare il futuro. Il progetto promosso con Legacoop Calabria e il Forum del Terzo settore della Calabria, finanziato dal PON LEGALITÀ 2014/2020 che ha l’obiettivo di fornire servizi di accompagnamento e consulenza, percorsi di formazione alle organizzazioni che operano e gestiscono beni confiscati.

Le 29 organizzazioni che hanno aderito sono 15 associazioni, 14 cooperative sociali e 1 consorzio. Sono così distribuite in Calabria: 4 in provincia di Cosenza, 17 in provincia di Reggio Calabria, 3 in provincia di Catanzaro e 6 in provincia di Crotone. Operano nel settore socio-sanitario, assistenziale, educativo, agricolo, ambientale. I beni confiscati che le organizzazioni hanno in gestione sono appartamenti, fabbricati, ville, capannoni, locali, terreni agricoli.

I servizi richiesti sono prevalentemente di supporto, consulenza, assistenza tecnica per gestire in maniera più efficace il bene in gestione. Si tratta in particolare di servizi di supporto sul piano economico-finanziario, sull’attivazione di reti e partecipazione a network. Per i percorsi di formazione invece i più richiesti sono i moduli sulla gestione economico-finanziaria, co-progettazione e networking. Per fornire, trasferire alle organizzazioni strumenti concreti, rafforzare le proprie competenze, approfondire la conoscenza di metodi, strategie e visioni da applicare al loro interno. Partendo dai propri bisogni, da quelli che emergeranno e valuteremo insieme.

Cosa succede ora?

Ora che abbiamo formato l’elenco dei soggetti beneficiari inizia la parte più interessante.

Avvieremo un’analisi preliminare (cd pre-assessment) con le organizzazioni aderenti per scoprire di cosa hanno bisogno. Proseguiremo quindi con una fase di riprogettazione dei servizi per ciascuna delle organizzazioni coinvolte affinchè ogni servizio risponda ai loro reali bisogni.

La short list avrà una durata biennale, salvo eventuali proroghe.

Verifica qui la la short-list (in odine alfabetico) dei soggetti beneficiari del progetto GIANO

E in bocca al lupo a tutti noi!
GIANO

GIANO – Supporto e formazione per chi gestisce i beni confiscati in Calabria

GIANO – Conoscere il passato e guardare il futuro è il progetto promosso in collaborazione con Legacoop Calabria e il Forum del Terzo settore della Calabria. Finanziato dal PON LEGALITÀ 2014/2020 nasce per supportare, accompagnare le organizzazioni che operano e gestiscono o stanno per gestire beni confiscati in Calabria.

Attraverso servizi di accompagnamento e consulenza, percorsi di formazione intendiamo trasferire il nostro Know how agli imprenditori sociali per accrescere le loro competenze, migliorare la gestione dei beni affidati (anche imprese agricole o terreni). Alle organizzazioni per rafforzare le loro capacità di tessere relazioni, co-progettare azioni di sviluppo nelle e con le comunità di appartenenza.

In questo scenario si colloca la nostra esperienza diretta di gestire i beni confiscati ( 2 terreni agricoli – a Melito Porto Salvo e a Rosarno – , 1 immobile a Via Possidonea 53 nel centro storico di Reggio Calabria), l’esperienza di 11 nostre socie consorziate che supportiamo trasferendo competenze per consolidare iniziative imprenditoriali sui beni confiscati in loro gestione.

Perchè formarsi con GIANO

Con l’esperienza di questi anni abbiamo compreso e contribuito a dimostrare che i beni confiscati riutilizzati possono e devono essere uno strumento di rilancio socio-economico di un territorio, volano di sviluppo imprenditoriale e sociale. Che è possibile far diventare i beni confiscati un modello d’impresa da perseguire. Sviluppare politiche di contaminazione del territorio, creare reti tra le realtà sociali impegnate nella loro gestione. Ma soprattutto che le loro esperienze di riutilizzo sociale meritano un supplemento di valutazione nell’impatto sociale che hanno. Sono realtà sociali che operano in contesti di per sè difficili dal punto di vista economico. Che sono sottoposte a difficoltà maggiori delle realtà sociali normali: ritorsioni, dispetti, diffidenza, mancanza di credito.

Da qui la consapevolezza e l’importanza di acquisire un grado più elevato di imprenditorialità, sia sul versante della capacità manageriale che sul versante dell’essere sempre di più impresa. Così anche la necessità di supporti e consulenze imprenditoriali, di tipo innovativo, per una maggiore consapevolezza nella gestione dei beni confiscati.

Servizi di accompagnamento e consulenza, percorsi di formazione di GIANO. Chi può partecipare

Possono partecipare a GIANO 30 organizzazioni della Calabria tra quelle che gestiscono beni confiscati, che sono affidatarie ultime di beni confiscati o stanno per gestire un bene confiscato.

Le organizzazioni partecipanti verranno selezionate attraverso la formazione di una short-list partendo dalla rilevazione dei loro bisogni. Ci sarà poi una fase di progettazione dei servizi e del percorso di formazione che cuciremo su misura per rispondere ai bisogni reali delle organizzazioni partecipanti.

Più precisamente con i servizi di consulenza intendiamo fornire supporto sul livello gestionale e di governance, sul livello economico-finanziario (business plan, fundraising, accesso al credito…), supporto sul piano giuridico, procedurale, sulle politiche commerciali (piani di marketing, comunicazione).

Attraverso i percorsi di formazione intendiamo far acquisire competenze su: “amministrazione e contabilità”, “gestione economico finanziaria”, “business model design”, “innovazione e transizione digitale”, “marketing e comunicazione digitale”, “co-programmazione, coprogettazione e networking”.

I servizi di accompagnamento e consulenza, i percorsi di formazione si svolgeranno:

  • in affiancamento in loco durante le fasi di sviluppo dell’azione di accompagnamento, di verifica, di assistenza tecnica nell’esecuzione delle attività;
  • a distanza attraverso l’uso di piattaforme e-learning.

Pensiamo che il percorso GIANO possa essere efficace per rendere maggiormente competitivo il modello di economia sociale. Per contribuire a innalzare le condizioni di legalità nelle nostre comunità. Ma anche per costruire o rafforzare reti territoriali tra il privato sociale, le imprese, le cooperative sociali e le istituzioni pubbliche dei nostri territori.

Come partecipare a GIANO

Scarica da qui l’ avviso pubblico e verifica se sei in possesso dei requisiti  richiesti.

Compila la domanda di adesione, allega il curriculum di presentazione della tua organizzazione e invia tutto entro lunedì 8 marzo 2021 a beniconfiscati@consorziomacrame.it.

Alla scadenza dell’avviso formeremo la short list (con validità biennale, salvo eventuali proroghe) delle organizzazioni che potranno formarsi con GIANO e beneficiare dei servizi previsti e finanziati dal PON LEGALITÀ 2014/2020.

Se vuoi conoscere qualcosa in più su GIANO leggi qui il nostro abstract di progetto.

 

Scegli di aderire e formarti con GIANO!

Facciamo la differenza creando un impatto significativo e portando un cambiamento tangibile nelle nostre comunità.

 

Per ogni dubbio o domanda non esitare a contattarci!

Scrivici all’indirizzo email beniconfiscati@consorziomacrame.it oppure chiamaci al numero 0965 896669.

 

Evento presentazione progetto Impronte a Sud

Impronte a Sud – Presentato il progetto. Ecco come è andata

Venerdì 4 settembre abbiamo presentato il progetto Impronte a Sud – Welfare Lab a Piazza Castello (di fronte la scuola media Galileo Galilei) a Reggio Calabria.

Un progetto di economia sociale che ha lo scopo di avviare un’esperienza di comunità intorno all’immobile confiscato di Via Possidonea 53, ridare valore ad un luogo in cui le persone possono agire, riconoscersi protagoniste della costruzione di un bene comune.

Abbiamo introdotto l’evento di presentazione con un video documentario, raccontato del progetto attraverso la voce dei partner e dei cittadini, concluso la serata con il bonus track del cantautore-contadino Nino Quaranta.

Vogliamo ripercorrere qui l’evento attraverso un breve fotoracconto di quella serata. Un modo semplice per raccontare come è andata, conoscere un pò di più il progetto.

Ricostruzione storica dell’immobile e le video interviste dei cittadini

Abbiamo realizzato e proiettato un video documentario. Per ricostruire la storia dell’immobile confiscato a Gioacchino Campolo, il “re dei videopoker”, attraverso l’intervista a Giuseppe Baldessarro, giornalista che ha scritto della sua inchiesta. Per raccogliere le idee dei cittadini  che vivono e lavorano nei pressi di via Possidonea dove si trova l’immobile. Guardalo qui!

Una comunicazione un pò diversa

All’evento di presentazione c’era Andrea Volterrani, responsabile della Comunicazione del progetto “Impronte a sud” e ricercatore all‘Università degli Studi di Roma “Tor Vergata, partner del progetto (leggi anche qui).

Volterrani ha spiegato come l’idea di comunicazione pensata per il progetto Impronte a Sud è «un po’ diversa rispetto a quella che tradizionalmente si vede intorno ai beni confiscati. Una comunicazione – ha affermato – che ha a che fare con il rapporto dei cittadini, con le persone che stanno in quest’area, anche con le persone che stanno comunque a Reggio, che hanno voglia di pensare il futuro insieme a chi in questo momento ha l’onere e l’onore di portare avanti una riqualificazione del bene confiscato».

La voce dei partner

Sono poi seguiti gli interventi dei partner attivamente coinvolti in questa prima fase del progetto: la Città Metropolitana di Reggio Calabria, proprietaria dell’immobile, La Casa di Miryam cooperativa sociale e l’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria con il Laboratorio Landscape in progress del Dipartimento Architettura e Territorio impegnati nell’attività di ristrutturazione dell’immobile di Via Possidonea 53.

Intervento della Città Metropolitana di Reggio Calabria

Giuseppe Falcomatà, il sindaco metropolitano ha ricordato quando ci è stato assegnato l’immobile di Via Possidonea 53 nel 2017. Ha sottolineato l’importanza «di realizzare nel territorio progetti di crescita sociale, culturale anche attraverso l’utilizzo e quindi il riscatto sociale di beni confiscati alla criminalità organizzata».

Partner Città Metropolitana di Reggio Calabria

«Noi in questi anni abbiamo provato – ha detto il sindaco – a rovesciare il triste primato di città con maggior numero di beni confiscati alla criminalità organizzata in città col maggior numero di beni confiscati assegnati alle associazioni, quindi restituiti alla città nelle forme previste dalla legge. Questo non lo avremmo potuto fare senza la forza, l’ostinazione, la caparbietà, anche la voglia di sognare e programmare che le associazioni, in questo caso il Consorzio, hanno avuto e continuano a dare nella nostra città. Grazie. Perché non abbiamo fatto nulla se non fare in modo che questo bene potesse esservi assegnato nel minor tempo possibile» ha concluso il sindaco metropolitano.

Intervento di La Casa di Miryam cooperativa sociale

È seguito poi l’intervento di Giovanni Pitrolo, presidente di La Casa di Miryam cooperativa sociale.

Giovanni ha raccontato dei lavori di demolizione e ripristino degli interni portati avanti in questi mesi dai ragazzi della cooperativa all’interno dell’immobile di via Possidonea 53. Ma anche dei primi tre tirocini formativi attivati nell’ambito del progetto che consentiranno di favorire l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate altrimenti escluse dal mercato del lavoro.

Intervento dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria

Subito dopo è intervenuto Ottavio Amaro, architetto e docente dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria.

Amaro ha parlato dei lavori di ricerca e studi che l’Università sta portando avanti con il Laboratorio Landscape in progress del Dipartimento Architettura e Territorio, raccontato di come hanno immaginato la ristrutturazione dell’immobile di Via Possidonea 53. Guarda qui.

Conclusioni

L’evento ha proseguito con i ringraziamenti della nostra vicepresidente Cristina Ciccone che ha ringraziato Fondazione CON IL SUD e la Fondazione Peppino Vismara per il sostegno al progetto Impronte a Sud – Welfare Lab, la rete di partenariato con la quale «lavoriamo concretamente per individuare le soluzioni, soddisfare i bisogni della comunità» ha detto.

L’evento si è poi concluso con il bonus track del cantautore-contadino Nino Quaranta e il nostro impegno a rivederci presto con altri momenti di confronto e condivisione per continuare a raccontare Impronte a Sud, condividere il progetto con la comunità attraverso il coinvolgimento “del più alto numero di persone possibili per avere un’idea, delle idee da costruire, raccontare insieme”.

Qui il video della diretta dell’evento, nel caso te lo fossi perso o avessi semplicemente voglia di rivederlo.

Via Possidonea

Impronte a Sud – Riassunto video interviste ai cittadini di Via Possidonea

Nei giorni scorsi siamo andati di persona a conoscere i cittadini che vivono e lavorano nei pressi di Via Possidonea 53. Qui da qualche mese abbiamo avviato i lavori di ristrutturazione dell’immobile confiscato a Gioacchino Campolo, il “re dei videopoker”, che abbiamo avuto in concessione nel 2017 dalla Città metropolitana di Reggio Calabria.

Vogliamo creare una comunità intorno all’immobile partendo dall’ascolto, dal coinvolgimento dei cittadini, dalla partecipazione di coloro che vivono e abitano il posto in cui l’immobile si trova.

Ecco perchè abbiamo voluto raccontare alle persone di Via Possidonea il progetto che intendiamo avviare, condividere con loro il percorso di comunità che vogliamo costruire. Ma soprattutto ascoltare la loro voce, le loro idee. Per avviare un dialogo partecipato, per costruire un clima collaborativo. Perchè le persone che vivono e lavorano lì possano riconoscersi protagoniste sin da ora per la costruzione di una comunità intorno al bene.

Abbiamo chiesto a Giuseppe, Domenico, Lidia, Lavinia, Silvio, Francesco, Angelo, Antonino e a Gioacchino cosa c’era prima nell’immobile, cosa pensano che ci sarà, cosa vorrebbero che ci fosse. Abbiamo realizzato dei brevi video interviste che raccolgono le loro idee, il loro pensiero.

In queste ultime tre settimane abbiamo postato le interviste sui nostri profili social (facebook, instagram, YouTube).

Li condividiamo qui tutti e tre insieme. Un modo semplice per prepararci all’evento pubblico di presentazione del 4 settembre.

Cosa c’era prima a Via Possidonea 53?

È stata la prima domanda che abbiamo fatto ad alcuni dei cittadini che abbiamo conosciuto in queste ultime settimane.

"Cosa c'era prima a Via Possidonea 53"?È la domanda che abbiamo fatto ad alcuni dei cittadini che vivono e lavorano nei…

Pubblicato da Consorzio Macramè su Giovedì 20 agosto 2020

“Cosa pensi che ci sarà?”

È stata la seconda domanda dell’intervista. Il secondo video che abbiamo postato sui social.

"Cosa pensi che ci sarà?" È la seconda domanda che abbiamo fatto a Giuseppe, Domenico, Lidia, Lavinia, Silvio,…

Pubblicato da Consorzio Macramè su Mercoledì 26 agosto 2020

“Cosa vorresti che ci fosse?”

È la terza e ultima domanda che raccoglie le idee dei cittadini di Via Possidonea.

"Cosa vorresti che ci fosse?" Lo abbiamo chiesto a Giuseppe, Domenico, Lidia, Lavinia, Silvio, Francesco, Angelo,…

Pubblicato da Consorzio Macramè su Mercoledì 2 settembre 2020

 

Vogliamo creare una comunità intorno all’immobile che sappia includere mondi e ambiti diversi.

Per costruirla è importante che i cittadini si riconoscano protagonisti del percorso di comunità che intendiamo costruire.

IL NOSTRO SOGNO È CONTINUARE A COSTRUIRLO INSIEME A LORO.

Domani 4 settembre ore 19 Piazza Castello (di fronte la scuola media Galileo Galilei) sarà il luogo dove raccontarci e ascoltarci, avviare nuove relazioni, confrontarci con le sfide che ci attendono. Il coinvolgimento, la partecipazione e il confronto dei cittadini sono tra le cose che ci stanno più a cuore.

Vi aspettiamo! A Piazza Castello o on line sulla nostra pagina

 

 

 

Via Possidonea

Impronte a Sud – Welfare Lab. Welfare di comunità a Reggio Calabria

Vogliamo avviare la prima esperienza di welfare di comunità a Reggio Calabria.

Con il progetto Impronte a Sud – Welfare Lab vogliamo restituire alla città uno spazio aperto, in cui tutti i cittadini possono essere attori di una comunità attiva e solidale e non solo destinatari di servizi. Con il progetto sostenuto da Fondazione con il SUD prevediamo la ristrutturazione dell’immobile confiscato di Via Possidonea 53, edificio di proprietà di Gioacchino Campolo, noto come il “re dei videopoker”.

Il bene consegnatoci nel 2017 dalla Città metropolitana di Reggio Calabria  mediante procedura di evidenza pubblica si trova nel centro di Reggio Calabria.

Vogliamo che l’immobile ristrutturato diventi uno spazio comune dove le famiglie, persone svantaggiate, aziende possono trovare:

  • uno sportello informativo e di orientamento al lavoro e formazione;
  • servizi e attività a sostegno di organizzazioni e imprese per la realizzazione dei processi che concorrono alla responsabilità sociale;
  • un social point per accedere ai servizi socio assistenziali, sociali, sanitari (CAF, patronato, cure domiciliari, sanitarie e sociali, pronto intervento a domicilio per piccole manutenzioni, interventi di riparazione);
  • uno spazio di co-working;
  • servizi di mobilità per anziani, per persone con disabilità.

Intendiamo realizzare un portale per facilitare l’accesso alle prestazioni sanitarie specialistiche e App per le prenotazioni. Vogliamo attivare anche laboratori di ricerca sociale, della mutualità, laboratori di abilità per figure addette alla realizzazione di arredi, alla riparazione di impianti e attrezzature.

Prevediamo di attivare 15 tirocini e 6/8 inserimenti lavorativi, nell’ambito dei lavori di manutenzione domestica e servizi di assistenza alla persona, all’interno di 4 cooperative partner del progetto.

Con il progetto Impronte a Sud – Welfare Lab vogliamo ridare valore ad un luogo in cui le persone possono agire e riconoscersi protagoniste della costruzione di un bene comune.

☀️ Un tempo erano beni di proprietà della mafia, ora si trasformeranno in nuove opportunità per la comunità: centri…

Pubblicato da Fondazione CON IL SUD su Mercoledì 6 novembre 2019

I nostri partner

Nel progetto di Impronte a Sud – Welfare Lab sono nostri partner:

ASSOCIAZIONE CALABRESE DI EPATOLOGIA – ONLUS

ASSOCIAZIONE TERRITORIALE U.N.S.I.C. RC/387

CITTÀ METROPOLITANA DI REGGIO CALABRIA

COMUNE DI REGGIO CALABRIA

CONSORZIO IDEA AGENZIA PER IL LAVORO S.C.S.

FONDAZIONE EBBENE

FONDAZIONE FINANZA ETICA

LA CASA DI MIRYAM COOPERATIVA SOCIALE

LA NOSTRA VALLE

ROSE BLU COOPERATIVA SOCIALE ARL

SOCIAL HUB

SOCIETÀ NAZIONALE DI MUTUO SOCCORSO CESARE POZZO

SOLEINSIEME SOCIETÀ COOPERATIVA SOCIALE ONLUS

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI ROMA “TOR VERGATA”

UNIVERSITA DEGLI STUDI MEDITERRANEA DI REGGIO CALABRIA

UNIVERSITÀ PER STRANIERI “DANTE ALIGHIERI”

 

Se vuoi sapere di più leggi anche su L’avvenire di Calabria

Puoi seguire le nostre attività sul blog di Esperienze con il Sud o sulla pagina facebook del progetto Impronte a Sud.

Apre il cantiere IMPRONTE A SUD_Welfare LAB

Alla presenza di Carlo Borgomeo – Presidente della Fondazione con il sud – lunedì 25 febbraio 2019, è stato aperto il cantiere per la ristrutturazione dell’immobile confiscato sulla centralissima via Possidonea ed affidato a Macramè, che porterà alla nascita del centro “Impronte al Sud – Welfare Lab”.

Un progetto ambizioso attorno al tema della “mutualità di prossimità” coordinato da Macramè e dalla città metropolitana di Reggio Calabria, in sinergia con diversi partner: l’Università per Stranieri di Reggio Calabria “Dante Alighieri”, il Dipartimento D.Ar.Te della facoltà di Architettura di Reggio Calabria, la Fondazione Ebbene, il Consorzio Idea Agenzia per il Lavoro, Banca Popolare ETICA, la Fondazione Cesare Pozzo, il Centro di Medicina Solidale ACE, il Comune di Reggio Calabria.

 

Impronte a sud – Welfare Lab è:

Camminare accanto, lasciare il segno, farlo insieme

Allestire e trasformare spazi in luoghi ad alta densità relazionale;

Promuovere la creazione di un “laboratorio sul welfare” a servizio delle comunità territoriali.

Animare un network sostenuto da soggetti istituzionali, enti del terzo settore, mondo profit, gruppi informali di cittadine e cittadini.

Contribuire attivamente all’arricchimento dell’offerta di servizi e attività sociali nel territorio in un’ottima di bottom up e co-progettazione.

Sperimentare nuove forme mutualistiche e servizi di welfare aziendale, in cui singoli individui, aggregandosi, ottengono una migliore protezione verso rischi e bisogni.

Co-generare nuove risposte, progettare e gestire in modo condiviso azioni di accompagnamento dei cittadini più vulnerabili, per trasformare la propria condizione di disagio in una presenza consapevole all’interno della comunità.