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Take care Calabria Rafele

Sanità d’iniziativa: il nostro modello di sanità territoriale in Calabria

Un modello di sanità che «si ispira alla cosiddetta sanità d’iniziativa ovvero a quel sistema sanitario che non aspetta il cittadino in ospedale ma gli “va incontro” prima che le patologie insorgono o si aggravino e quindi punta sulla prevenzione, sull’educazione » è il modello di sanità territoriale che intendiamo attuare in Calabria. È quanto dichiarato dal nostro presidente Giancarlo Rafele intervenuto all’incontro Take care Calabria. Proposte di soluzioni per un nuova sanità territoriale organizzato da CRU Unipol Calabria all’interno del Festival dello sviluppo sostenibile 2020 promosso dall’ASVIS. «È rivolto a quelle persone che vivono in condizioni di marginalità, che soffrono di isolamento anche a causa della progressiva perdita di autonomia, a quei lavoratori che svolgono lavori usuranti e che presentano difficoltà economiche e culturali per accedere alle prestazioni sanitarie di diagnosi e cura» continua Rafele.

Riportiamo qui un breve resoconto del suo intervento per capire da dove siamo partiti, dove siamo e dove stiamo andando.

Da dove siamo partiti

Il presidente Rafele ha raccontato delle esperienze delle nostre cooperative sociali, alcune aderenti a Legacoop Calabria impegnate nell’ambito della complementarietà tra pubblico e privato sociale per quanto riguarda la sanità territoriale e le cure domiciliari. «Svolgiamo servizi di cure domiciliari sanitarie e sociali da oltre 25 anni in favore di soggetti disabili e di anziani non autosufficienti. Dapprima attraverso i classici bandi che emanavano le pubbliche amministrazioni, poi attraverso i voucher, previo accreditamento sempre presso i Comuni. Siamo quindi nel sistema tradizionale di erogazione dei servizi attraverso la rigida e obsoleta dicotomia tra pubblico e privato sociale» afferma Rafele.

Dove siamo

«3 anni fa 2 delle nostre cooperative hanno intuito che questo sistema era obsoleto e stava andando verso l’implosione. Hanno quindi costituito insieme all’ Istituto S. Anna di Crotone un’ATI, un’associazione temporanea di impresa. Hanno partecipato ad un bando di ricerca e sviluppo, implementato e sperimentato un sistema di teleassistenza e telemedicina attraverso un progetto che è stato approvato e che si è concluso lo scorso mese di dicembre» continua Rafele.

«Un sistema per l’assistenza a persone con fragilità, 2 anni di sperimentazione duranti i quali abbiamo assistito oltre 25 persone a domicilio. Effettuato un monitoraggio dei parametri vitali (temperatura, frequenza cardiaca, pressione) attraverso una centrale operativa allestita nell’ambito dell’Istituto S’Anna» afferma l’ingegnere Aldo Mauro che ha seguito il progetto per la casa di cura di Crotone.

Take care Calabria Aldo Mauro

«Abbiamo provato a traslare anche nell’ambito sociale quello che abbiamo sviluppato in ambito sanitario, – continua Mauro – quindi abbiamo informatizzato tutte quelle che erano le attività sociali garantite dalle cooperative. Ciascun operatore è stato dotato di un tablet attravero il quale andava fondamentalmente a rendicontare i real time di tutti quelli che erano gli interventi di carattere sociale erogati alle stesse persone. Questo ha consentito che cosa? Un monitoraggio di tutta quella che è stata l’attività di assistenza sociale e una riorganizzazione in real time laddove le esigenze mutavano nel tempo. Cosa che è stata utilissima nell’ambito di quest’ultimo periodo di lockdown» afferma l’ingegnere Mauro.

«E quindi siamo andati ad agevolare attraverso la tecnologia l’accesso a situazioni che le persone fragili erano abituate ad avere come attività quotidiane nell’ambito normale» conclude.

Dove stiamo andando

«Il progetto nasce, termina in periodo pre-covid. Quindi in tempi non sospetti. Io stesso insieme ad altre persone stavamo frequentando un corso alla Scuola di Alta Formazione S’Anna di Pisa sull’utilizzo delle nuove tecnologie nell’ambito delle cure domiciliari. Sembrava si parlasse di un futuro lontano e invece a febbraio è scoppiata la crisi sanitaria che si è trasformata subito in crisi economica e sociale e quindi quello che sembrava dover essere il futuro è diventato presente. Perché tutto si è accellerato» riprende la parola il presidente Rafele.

Quindi cosa è successo? «Insieme alla cooperativa sociale Kyosei, in qualità di ente capofila, abbiamo messo intorno a un tavolo una serie di soggetti nazionali e regionali – la Scuola di Alta Formazione S’Anna di Pisa, l’Università di Firenze, la cooperativa sociale Pane e Rose di Prato, il Consorzio Sisifo di Catania, la società Althea di Roma, quale partner tecnologico, l’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro, il Centro ACE di Reggio Calabria, le società di muturo soccorso Cesare Pozzo e la Sì Mutua società cooperativa sociale, l’azienda municipalizzata ATAM di Reggio Calabria – per presentare un progetto a valere a Fondazione CON IL SUD, a valere sul bando socio-sanitario che ha come obiettivo la strutturazione di un sistema di medicina territoriale, coglie il gap esistente nell’accesso alle cure raggiungendo territori e utenti che altrimenti rimarrebbero esclusi dalla prestazione sanitaria» continua il nostro presidente.

La nostra proposta di sanità territoriale in Calabria

«Cosa prevede il nostro nuovo progetto? Intanto 6 punti di prossimità, presa in carico dell’utente e del nucleo familiare, dialogo e raccordo con i medici di base, con i farmacisti e con le ASL, coordinamento logistico, raccolta delle prenotazioni, rilevamento dati anagrafici e diagnostici e caricamento sulla piattaforma. Ci saranno 3 unità mobili attrezzate a trasportare strumentazioni mediche, apparecchiature elettromedicali per consentire di raggiungere gli utenti ai loro domicili o comunque in quei contesti territoriali non facilmente raggiungibili. Verranno erogati servizi come la misurazione dei parametri vitali, rilievi ematici a domicilio, rilievi di materia organica, esami diagnostici specialistici quindi elettrocardiogramma, ecocardiogramma, ecodoppler, trasmissione dati a distanza, teleconsulto. Sarà avviata inoltre un’attività di sperimentazione di diagnostica per la prevenzione precoce del morbo di Parkinson e delle altre patologie neurologiche. Questo è un modello molto complesso al quale aspiriamo di arrivare a prescindere da finanziamenti pubblici, ricorrendo anche ad investimenti propri. Quindi unTerzo Settore che non aspetta il finanziamento pubblico ma che investe in risorse economiche, finanziarie e umane» continua Rafele.

Conclusioni

«L’auspicio è che questa pandemia sia l’occasione per avviare una nuova stagione di lotte sul campo. Per una sanità di prossimità che è attenta ai bisogni dei cittadini più fragili. Una lotta che mette in discussione la centralità dell’ospedale e veda protagonisti medici, infermieri, organizzazioni di Terzo settore, ricercatori, sindacati, singoli cittadini nella costruzione di nuovi percorsi di intervento a tutela della salute. Che metta insieme una comunità consapevole e competente. Prestando attenzione, molta attenzione ai soggetti che si candidano a offrire queste prestazioni, affinchè siano soggetti con esperienza, soggetti che non si improvvisano, per evitare quelle distorsioni che hanno portato al fallimento del welfare calabrese» conclude Rafele.

Qui trovi la diretta facebook dell’incontro CRU Unipol Calabria.

Via Possidonea

Impronte a Sud – Riassunto video interviste ai cittadini di Via Possidonea

Nei giorni scorsi siamo andati di persona a conoscere i cittadini che vivono e lavorano nei pressi di Via Possidonea 53. Qui da qualche mese abbiamo avviato i lavori di ristrutturazione dell’immobile confiscato a Gioacchino Campolo, il “re dei videopoker”, che abbiamo avuto in concessione nel 2017 dalla Città metropolitana di Reggio Calabria.

Vogliamo creare una comunità intorno all’immobile partendo dall’ascolto, dal coinvolgimento dei cittadini, dalla partecipazione di coloro che vivono e abitano il posto in cui l’immobile si trova.

Ecco perchè abbiamo voluto raccontare alle persone di Via Possidonea il progetto che intendiamo avviare, condividere con loro il percorso di comunità che vogliamo costruire. Ma soprattutto ascoltare la loro voce, le loro idee. Per avviare un dialogo partecipato, per costruire un clima collaborativo. Perchè le persone che vivono e lavorano lì possano riconoscersi protagoniste sin da ora per la costruzione di una comunità intorno al bene.

Abbiamo chiesto a Giuseppe, Domenico, Lidia, Lavinia, Silvio, Francesco, Angelo, Antonino e a Gioacchino cosa c’era prima nell’immobile, cosa pensano che ci sarà, cosa vorrebbero che ci fosse. Abbiamo realizzato dei brevi video interviste che raccolgono le loro idee, il loro pensiero.

In queste ultime tre settimane abbiamo postato le interviste sui nostri profili social (facebook, instagram, YouTube).

Li condividiamo qui tutti e tre insieme. Un modo semplice per prepararci all’evento pubblico di presentazione del 4 settembre.

Cosa c’era prima a Via Possidonea 53?

È stata la prima domanda che abbiamo fatto ad alcuni dei cittadini che abbiamo conosciuto in queste ultime settimane.

"Cosa c'era prima a Via Possidonea 53"?È la domanda che abbiamo fatto ad alcuni dei cittadini che vivono e lavorano nei…

Pubblicato da Consorzio Macramè su Giovedì 20 agosto 2020

“Cosa pensi che ci sarà?”

È stata la seconda domanda dell’intervista. Il secondo video che abbiamo postato sui social.

"Cosa pensi che ci sarà?" È la seconda domanda che abbiamo fatto a Giuseppe, Domenico, Lidia, Lavinia, Silvio,…

Pubblicato da Consorzio Macramè su Mercoledì 26 agosto 2020

“Cosa vorresti che ci fosse?”

È la terza e ultima domanda che raccoglie le idee dei cittadini di Via Possidonea.

"Cosa vorresti che ci fosse?" Lo abbiamo chiesto a Giuseppe, Domenico, Lidia, Lavinia, Silvio, Francesco, Angelo,…

Pubblicato da Consorzio Macramè su Mercoledì 2 settembre 2020

 

Vogliamo creare una comunità intorno all’immobile che sappia includere mondi e ambiti diversi.

Per costruirla è importante che i cittadini si riconoscano protagonisti del percorso di comunità che intendiamo costruire.

IL NOSTRO SOGNO È CONTINUARE A COSTRUIRLO INSIEME A LORO.

Domani 4 settembre ore 19 Piazza Castello (di fronte la scuola media Galileo Galilei) sarà il luogo dove raccontarci e ascoltarci, avviare nuove relazioni, confrontarci con le sfide che ci attendono. Il coinvolgimento, la partecipazione e il confronto dei cittadini sono tra le cose che ci stanno più a cuore.

Vi aspettiamo! A Piazza Castello o on line sulla nostra pagina

 

 

 

Lavori ristrutturazione immobile Via Possidonea 53

Impronte a Sud – Lavori di ristrutturazione in corso a Via Possidonea 53

Sono in corso i lavori di ristrutturazione dell’immobile confiscato di Via Possidonea 53.

L’immobile che si trova nel centro di Reggio Calabria ci è stato assegnato dalla Città metropolitana di Reggio Calabria nel 2017. L’edificio in stile liberty risale al 1930. Apparteneva a Gioacchino Campolo, meglio noto come “il re dei videopoker”.

I ragazzi di La Casa di Miryam Cooperativa Sociale, nostra socia e partner del progetto  Impronte a Sud, sono alle prese con i lavori di ristrutturazione dell’immobile, oggetto di intervento del progetto sostenuto da Fondazione CON IL SUD e Fondazione Peppino Vismara.

Le settimane stanno passando, aumenta il caldo, la fatica ma anche la forza lavoro, ed eccoli qui i ragazzi della cooperativa La Casa di Miryam pronti per portare avanti il loro obiettivo: contribuire a trasformare un luogo del profitto mafioso in un luogo di impegno e cambiamento da restituire a tutta la comunità.

Le stanze dell’immobile iniziano a prendere forma. Si inizia a respirare aria nuova, di libertà e gioia.

Sudore, impegno… ma non solo.
La consapevolezza di far parte di qualcosa di grande, qualcosa che è solo l’inizio ma che andrà avanti anche grazie al lavoro di tutti noi.

Vogliamo costruire un luogo di resistenza e opportunità per tutti, uno spazio dove le persone si mettono insieme per dare vita ad un nuovo futuro e a nuove speranze.

Siamo andati a trovarli, abbiamo ripreso i lavori che stanno svolgendo.

Guarda come stanno procedendo!

 

 

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Assemblea soci 2020

Si è tenuta l’assemblea dei soci. Approvato all’unanimità il bilancio 2019

Si è tenuta sabato 18 luglio presso il Parco Ecolandia in località Arghillà di Reggio Calabria l’assemblea dei soci. Un’assemblea diversa dalle precedenti, la prima che ci vede riuniti tutti insieme dopo il momento critico degli ultimi mesi. Un anno particolare che ha costretto la nostra struttura e i nostri soci a riformularci, reinventarci, resistere.

Ha aperto l’assemblea Giancarlo Rafele che ha voluto specificare il momento complesso in cui si è mosso il Consorzio in questi mesi, ringraziare “i dipendenti che nonostante la crisi hanno portato avanti le loro mansioni, i loro compiti. E tutti i componenti del CdA che hanno mantenuto fede al mandato dello scorso luglio”. Il presidente si è soffermato sulla crisi del Welfare calabrese, sulla situazione di stallo a livello regionale.

Ha quindi proseguito il nostro direttore Giuseppe Carrozza che ha illustrato gli obiettivi raggiunti nel corso del 2019 con 1600 persone assistite (minori, disabili, anziani, tossicodipendenti, migranti), 744 dipendenti, 186 collaboratori, 108 consulenti, 96 volontari.

Abbiamo poi approvato all’unanimità il bilancio consuntivo chiuso al 31.12.2019 con un valore della produzione superiore a euro 2 milioni a cui si aggiunge quello dei soci pari a circa euro 9 milioni (aggiornato al 2018) e quello della COOP134, nostro socio sovventore, pari a circa euro 15 milioni.

Un risultato più basso rispetto al 2018 a causa della sospensione delle attività domiciliari con l’ASP di Reggio Calabria, ma pur sempre un risultato positivo generato:

– dai servizi delle cure domiciliari socio-sanitarie (oggi in assenza di contratto con l’ASP di Reggio Calabria solo in favore di utenti gravi e gravissimi) e socio assistenziali (per conto dei comuni capofila di 11 ambiti territoriali della Calabria) svolte in collaborazione con i nostri soci;

– dall’avvio delle procedure di accreditamento con l’ASP di Reggio Calabria, Catanzaro, Crotone;

– dalle importanti collaborazioni con la TIMI Vivisol (ADI respiratoria) e l’lstituto Sant’Anna di Crotone (in favore di pazienti neurologici assistiti a domicilio con il progetto Oberon);

– dal potenziamento dei servizi di assistenza scolastica agli alunni disabili nei comuni di Taurianova, Melito Porto Salvo e Crotone.

Oggi continuiamo a mantenere un profondo radicamento sul territorio calabrese grazie anche all’impegno importante portato avanti con responsabilità e passione:

– nei servizi educativi attraverso i progetti Rizoma – Energie di comunità per contrastare la povertà educativa e Giochiamo a crescere per lo sviluppo di metodiche educative nell’area infanzia, entrambi sostenuti dall’impresa sociale Con i Bambini;

– nei servizi di inclusione sociale lavorativa attraverso i progetti INCIPIT con l’associazione “Piccola Opera Papa Giovanni” rivolto a donne vittime di tratta, Progetto PUOI con il Consorzio Idea Lavoro per i titolari di protezione internazionale e umanitaria e i progetti ormai conclusi Lavoro di squadra con Action Aid e RESTART con il Comune di Reggio Calabria in favore di adolescenti e giovani NEET.

Tra le sfide alle quali vogliamo rispondere con azioni concrete e con idee anche l’avvio di nuovi modelli di welfare: lo sviluppo di comunità attraverso il percorso sperimentale di sviluppo di comunità nel quartiere di Pellaro e l’attivazione della prima esperienza di welfare di comunità a Reggio Calabria attraverso il progetto Impronte a Sud – Welfare Lab, entrambi sostenuti da Fondazione con il SUD.

Durante la discussione all’interno dell’Assemblea abbiamo rimesso al centro dei nostri obiettivi questioni fondamentali: dal contrasto alla povertà alla salute per tutti, dalla crescita del capitale umano alla qualità degli ambienti di vita delle comunità. Ma anche l’avvio di servizi di prossimità alle famiglie, alle persone svantaggiate, l’attività di economia sociale attraverso il progetto della Bottega equosolidale “Liberi per Natura”, l’avvio di nuove attività di agricoltura sociale sui terreni confiscati di Placanica e Rosarno in provincia di Reggio Calabria al fine di favorire l’inserimento lavorativo delle persone più fragili e svantaggiate.

Abbiamo poi proceduto con la nomina di Federica Roccisano della cooperativa HERMES 4.0 quale nuovo consigliere del CdA e reintegrato il comitato dei garanti con la nomina di Daniela Rossi della cooperativa CISME. Abbiamo concluso l’assemblea con la verifica intermedia del Piano strategico e l’impegno di organizzare a breve un nuovo incontro per analizzare i possibili scenari rispetto agli obiettivi stabiliti nel Piano, riflettere su come potenziare l’inserimento lavorativo in favore delle persone svantaggiate.

L’assemblea è stata anche l’occasione per festeggiare insieme a tutti i soci il traguardo importante della cooperativa CISME per i suoi 40 anni.

Qui altre foto su come è andata: