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Auguri di fine anno

Natale 2020: tempo di bilanci e di auguri

Un 2020 complesso che se ne va. Un anno in cui ci siamo dovuti misurare con la sfida dell’emergenza sanitaria. Che ci ha fatto toccare con mano l’importanza di potenziare i servizi di assistenza domiciliare. Che ci ha fatto rendere conto concretamente di quanto sia importante avere accesso a cure efficaci e tempestive. Di quanto la tutela dei diritti essenziali alle persone fragili sia interesse di tutti noi.

Un 2020 in cui – come tutte le altre organizzazioni del Terzo settore – ci siamo dovuti sostituire allo Stato, alle Regioni, ai Comuni nell’assistenza alle persone più bisognose. Abbiamo dovuto far fronte alla “questione meridionale”, continuato a “resistere” con i 22 euro pro-capite di spesa sociale dei comuni calabresi.

Un anno in cui mentre venivano messe in atto tutte le misure necessarie a prevenire il contagio da Coronavirus, un centinaio di nostri operatori ogni mattina indossava mascherina, dedizione verso il lavoro, amore verso il prossimo e si recava al domicilio di persone non autosufficienti per assisterle e prendersi cura a casa loro. Per garantire che tutto rimanesse uguale anche se tutto era cambiato. Per mantenere intatto il mondo delle persone più fragili, nonostante le fragilità fossero già qualcosa di palpabile, per ognuno di noi. Abbiamo continuato a lavorare per servizi che gli enti pubblici pagano ogni sei, otto, dodici mesi. E per i quali le nostre cooperative continuano ad anticipare fatture e stipendi per garantirne la prosecuzione.

Un anno in cui abbiamo continuato a resistere alle ASP che non hanno attivato le cure domiciliari per le persone non autosufficienti. Resistito alla “vacatio legis” di un trasferimento monco delle deleghe ai comuni in materia di servizi e strutture socio-assistenziali.

Un anno in cui senza direttiva alcuna e nel silenzio delle istituzioni abbiamo continuato ad assistere anziani, bambini, disabili, donne in difficoltà.

Ma il 2020 è stato anche l’anno che ci ha spinto ancora di più a lavorare e progettare i servizi domiciliari per migliorare la vita e il futuro delle persone più deboli (come abbiamo raccontato in Sanità d’iniziativa: il nostro modello di sanità territoriale in Calabria).

Un 2020 in cui il valore della comunità si è rivelato fondamentale per superare e affrontare con speranza e tenacia le difficoltà di un anno così particolare. COMUNITÀ! Un valore che proviamo ad alimentare ogni giorno attraverso un impegno concreto. Attraverso le risorse economiche e umane che investiamo sui territori calabresi per sostenere e portare avanti le attività sociali in cui crediamo. La comunità che stiamo praticando e promuovendo attraverso le attività progettuali messe in campo (come Impronte a Sud -Welfare Lab, il Percorso di sviluppo sociale di comunità a Pellaro). Attraverso i tanti percorsi di giustizia e di economia sana nei quali siamo impegnati. Attraverso l’esperienza della nostra bottega equo-solidale Le Botteghe delleTerre del Sole.

Auguri

Natale 2019 con una “parte” del Conzorzio – foto concessaci dal nostro consigliere Mario Alberti

Ai dipendenti, ai collaboratori, agli operatori. Al Consiglio di amministrazione, ai soci, ai partner GRAZIE! È sicuramente merito del vostro impegno e dedizione se siamo riusciti a raggiungere risultati importanti. E non c’è regalo migliore che avere così tanti “angeli” con cui camminare insieme.

Oggi più che mai desidero ricordare cosa conta davvero. Continuare a fare insieme per generare welfare e costruire comunità. Raccontare ancora di più le storie uniche della nostra terra, fatte di persone e delle relazioni. Per sentirci parte di una comunità, a Natale, come tutti i giorni dell’anno. L’augurio più grande che mi sento di fare.

I miei migliori auguri, per un Natale sereno e un felice anno nuovo

Il presidente

Giancarlo Rafele

 

 

Qui gli auguri del presidente anche in formato .pdf

Take care Calabria Rafele

Sanità d’iniziativa: il nostro modello di sanità territoriale in Calabria

Un modello di sanità che «si ispira alla cosiddetta sanità d’iniziativa ovvero a quel sistema sanitario che non aspetta il cittadino in ospedale ma gli “va incontro” prima che le patologie insorgono o si aggravino e quindi punta sulla prevenzione, sull’educazione » è il modello di sanità territoriale che intendiamo attuare in Calabria. È quanto dichiarato dal nostro presidente Giancarlo Rafele intervenuto all’incontro Take care Calabria. Proposte di soluzioni per un nuova sanità territoriale organizzato da CRU Unipol Calabria all’interno del Festival dello sviluppo sostenibile 2020 promosso dall’ASVIS. «È rivolto a quelle persone che vivono in condizioni di marginalità, che soffrono di isolamento anche a causa della progressiva perdita di autonomia, a quei lavoratori che svolgono lavori usuranti e che presentano difficoltà economiche e culturali per accedere alle prestazioni sanitarie di diagnosi e cura» continua Rafele.

Riportiamo qui un breve resoconto del suo intervento per capire da dove siamo partiti, dove siamo e dove stiamo andando.

Da dove siamo partiti

Il presidente Rafele ha raccontato delle esperienze delle nostre cooperative sociali, alcune aderenti a Legacoop Calabria impegnate nell’ambito della complementarietà tra pubblico e privato sociale per quanto riguarda la sanità territoriale e le cure domiciliari. «Svolgiamo servizi di cure domiciliari sanitarie e sociali da oltre 25 anni in favore di soggetti disabili e di anziani non autosufficienti. Dapprima attraverso i classici bandi che emanavano le pubbliche amministrazioni, poi attraverso i voucher, previo accreditamento sempre presso i Comuni. Siamo quindi nel sistema tradizionale di erogazione dei servizi attraverso la rigida e obsoleta dicotomia tra pubblico e privato sociale» afferma Rafele.

Dove siamo

«3 anni fa 2 delle nostre cooperative hanno intuito che questo sistema era obsoleto e stava andando verso l’implosione. Hanno quindi costituito insieme all’Istituto S. Anna di Crotone un’ATI, un’associazione temporanea di impresa. Hanno partecipato ad un bando di ricerca e sviluppo, implementato e sperimentato un sistema di teleassistenza e telemedicina attraverso un progetto che è stato approvato e che si è concluso lo scorso mese di dicembre» continua Rafele.

«Un sistema per l’assistenza a persone con fragilità, 2 anni di sperimentazione duranti i quali abbiamo assistito oltre 25 persone a domicilio. Effettuato un monitoraggio dei parametri vitali (temperatura, frequenza cardiaca, pressione) attraverso una centrale operativa allestita nell’ambito dell’Istituto S’Anna» afferma l’ingegnere Aldo Mauro che ha seguito il progetto per la casa di cura di Crotone.

Take care Calabria Aldo Mauro

«Abbiamo provato a traslare anche nell’ambito sociale quello che abbiamo sviluppato in ambito sanitario, – continua Mauro – quindi abbiamo informatizzato tutte quelle che erano le attività sociali garantite dalle cooperative. Ciascun operatore è stato dotato di un tablet attravero il quale andava fondamentalmente a rendicontare i real time di tutti quelli che erano gli interventi di carattere sociale erogati alle stesse persone. Questo ha consentito che cosa? Un monitoraggio di tutta quella che è stata l’attività di assistenza sociale e una riorganizzazione in real time laddove le esigenze mutavano nel tempo. Cosa che è stata utilissima nell’ambito di quest’ultimo periodo di lockdown» afferma l’ingegnere Mauro.

«E quindi siamo andati ad agevolare attraverso la tecnologia l’accesso a situazioni che le persone fragili erano abituate ad avere come attività quotidiane nell’ambito normale» conclude.

Dove stiamo andando

«Il progetto nasce, termina in periodo pre-covid. Quindi in tempi non sospetti. Io stesso insieme ad altre persone stavamo frequentando un corso alla Scuola di Alta Formazione S’Anna di Pisa sull’utilizzo delle nuove tecnologie nell’ambito delle cure domiciliari. Sembrava si parlasse di un futuro lontano e invece a febbraio è scoppiata la crisi sanitaria che si è trasformata subito in crisi economica e sociale e quindi quello che sembrava dover essere il futuro è diventato presente. Perché tutto si è accellerato» riprende la parola il presidente Rafele.

Quindi cosa è successo? «Insieme alla cooperativa sociale Kyosei, in qualità di ente capofila, abbiamo messo intorno a un tavolo una serie di soggetti nazionali e regionali – la Scuola di Alta Formazione S’Anna di Pisa, l’Università di Firenze, la cooperativa sociale Pane e Rose di Prato, il Consorzio Sisifo di Catania, la società Althea di Roma, quale partner tecnologico, l’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro, il Centro ACE di Reggio Calabria, le società di muturo soccorso Cesare Pozzo e la Sì Mutua società cooperativa sociale, l’azienda municipalizzata ATAM di Reggio Calabria – per presentare un progetto a valere a Fondazione CON IL SUD, a valere sul bando socio-sanitario che ha come obiettivo la strutturazione di un sistema di medicina territoriale,  che coglie il gap esistente nell’accesso alle cure raggiungendo territori e utenti che altrimenti rimarrebbero esclusi dalla prestazione sanitaria» continua il nostro presidente.

La nostra proposta di sanità territoriale in Calabria

«Cosa prevede il nostro nuovo progetto? Intanto 6 punti di prossimità, presa in carico dell’utente e del nucleo familiare, dialogo e raccordo con i medici di base, con i farmacisti e con le ASL, coordinamento logistico, raccolta delle prenotazioni, rilevamento dati anagrafici e diagnostici e caricamento sulla piattaforma. Ci saranno 3 unità mobili attrezzate a trasportare strumentazioni mediche, apparecchiature elettromedicali per consentire di raggiungere gli utenti ai loro domicili o comunque in quei contesti territoriali non facilmente raggiungibili. Verranno erogati servizi come la misurazione dei parametri vitali, rilievi ematici a domicilio, rilievi di materia organica, esami diagnostici specialistici quindi elettrocardiogramma, ecocardiogramma, ecodoppler, trasmissione dati a distanza, teleconsulto. Sarà avviata inoltre un’attività di sperimentazione di diagnostica per la prevenzione precoce del morbo di Parkinson e delle altre patologie neurologiche. Questo è un modello molto complesso al quale aspiriamo di arrivare a prescindere da finanziamenti pubblici, ricorrendo anche ad investimenti propri. Quindi unTerzo Settore che non aspetta il finanziamento pubblico ma che investe in risorse economiche, finanziarie e umane» continua Rafele.

Conclusioni

«L’auspicio è che questa pandemia sia l’occasione per avviare una nuova stagione di lotte sul campo. Per una sanità di prossimità che è attenta ai bisogni dei cittadini più fragili. Una lotta che mette in discussione la centralità dell’ospedale e veda protagonisti medici, infermieri, organizzazioni di Terzo settore, ricercatori, sindacati, singoli cittadini nella costruzione di nuovi percorsi di intervento a tutela della salute. Che metta insieme una comunità consapevole e competente. Prestando attenzione, molta attenzione ai soggetti che si candidano a offrire queste prestazioni, affinchè siano soggetti con esperienza, soggetti che non si improvvisano, per evitare quelle distorsioni che hanno portato al fallimento del welfare calabrese» conclude Rafele.

Qui trovi la diretta facebook dell’incontro CRU Unipol Calabria.

Rinnovate le cariche sociali del Consorzio Macramè, Giancarlo Rafele è il nuovo Presidente

Si è svolta nei giorni 28 e 29 giugno, a Gambarie d’Aspromonte, l’Assemblea dei Soci del Consorzio Macramè. Oltre trenta organizzazioni, tra cooperative, associazioni e fondazioni, si sono riunite per discutere le nuove linee guida strategiche e per rinnovare le cariche sociali consortili.

L’Assemblea si è aperta con la relazione introduttiva del Presidente uscente, Gianni Pensabene, che ha guidato il Consorzio nei suoi primi tre anni di vita e al quale è stato rivolto un unanime sincero ringraziamento per l’eccellente lavoro svolto e per l’impegno profuso. Il bilancio, infatti, risulta estremamente positivo per Macramè che, in questi anni, ha giocato un ruolo politico fondamentale in una fase importante per il Terzo Settore, quella del varo della riforma nazionale del Terzo Settore e della scrittura della riforma regionale del welfare. Al centro delle azioni di Macramè un grande obiettivo di giustizia sociale per il benessere delle persone e per la crescita e lo sviluppo della Calabria: oltre 3000 utenti assistiti, decine di progetti di sviluppo sociale nelle aree più critiche del territorio calabrese, un lavoro costante attorno ai beni confiscati alla criminalità organizzata, la sfida dell’agricoltura sociale e l’impegno per favorire l’inserimento lavorativo delle persone più fragili e svantaggiate. Con un fatturato consortile in forte crescita e oltre 150 tra dipendenti e collaboratori impegnati su tutti i settori di attività, oggi Macramè è il più grande Consorzio sociale della Calabria.

Durante le due giornate, l’Assemblea di Macramè ha discusso il nuovo Documento Strategico, frutto di un percorso durato otto mesi con il supporto esterno di Social-Hub, società di livello nazionale che opera nel campo della ricerca-azione e della formazione. Al centro del Documento Strategico sono stati posti una innovativa riorganizzazione interna, la ricerca e la sperimentazione di nuovi modelli di welfare e alcuni importanti obiettivi di medio e lungo termine. Lo stesso costituisce un’anteprima del Bilancio Sociale del Consorzio. La vision di Macramè si inserisce nella cornice valoriale tracciata dalla Costituzione repubblicana, con l’obiettivo di salvaguardarne i principi fondamentali e renderli operativi.

Il Consorzio Macramè intende promuovere lo sviluppo locale diffuso e di comunità, sostenibile ed eticamente orientato, inteso come moltiplicatore delle risorse e delle opportunità dei territori, per il riconoscimento di diritti sociali a chi vive condizioni di esclusione e marginalità.

I lavori assembleari si sono conclusi, quindi, con l’elezione all’unanimità del Presidente, del Consiglio di Amministrazione e del Comitato dei Garanti. E’ stato eletto Presidente del Consorzio Macramè Giancarlo Rafele, persona di spicco del terzo settore calabrese, presidente della cooperativa sociale Kyosei di Catanzaro, dirige il Centro specialistico della Regione Calabria per la cura e la protezione di bambini vittime di abusi sessuali e coordina, per conto di Legacoop Calabria, le cooperative sociali che operano su terreni confiscati alla mafia. Sarà affiancato dalla Vicepresidente Cristina Ciccone, presidente della cooperativa sociale Demetra e dagli altri componenti del neoeletto CdA: Mario Alberti, Domenico Barresi, Gregorio Mungari, Salvatore Orlando e Giovanni Pitrolo. Sono stati eletti nel Comitato dei Garanti Sara Bottari, Mario Nasone, Giusy Nuri, Nino Quaranta e Domenico Quattrone.