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Impronte a Sud – Il documento sulla mutualità. Cos’è e a cosa serve

Il documento sulla mutualità è il risultato di una riflessione, di un ragionamento che abbiamo iniziato a fare nella primavera 2021 in seguito alla crisi economica e sociale degli ultimi due anni e che è ancora aperto e suscettibile di modifiche, integrazioni.

Lo abbiamo costruito con Social Hub nell’ambito del progetto Impronte a Sud – Welfare Lab sostenuto da Fondazione Con il Sud. Ed è più precisamente l’avvio di un percorso sperimentale che stiamo provando a costruire insieme a diversi soggetti.

Questo documento è uno spunto dal quale partire per condividere un percorso sull’idea di mutualità territoriale. Sia con le socie del Consorzio Macramè per tentare di coinvolgere la base sociale e farne diventare un’ipotesi di modello al nostro interno sia con i partner di progetto – fra i quali anche soggetti che non sono della città di Reggio Calabria (ci sono infatti partner in ambito nazionale) –  sia con soggetti esterni al partenariato, la comunità locale, le pubbliche amministrazioni, imprenditori sensibili.  

Pasquale Neri – responsabile del progetto Impronte a Sud – Welfare Lab

Quindi, non una ricetta applicabile sempre e comunque, ma un’ipotesi di metodo che parta dalla conoscenza e dalla lettura dei bisogni che la comunità fa di se stessa. Un intervento diretto con la comunità fatto da soggetti che hanno a cuore certi temi e che attraverso attività di animazione territoriale, culturale e politica dei territori contribuiscono a costruire politiche di welfare partecipate dalle pubbliche amministrazioni, dagli enti del terzo settore, dai cittadini, dalla rete di economia solidale, imprenditoriale sensibile delle comunità territoriali.

Attraverso il documento sulla mutualità

proponiamo agli enti di Terzo settore

di costruire insieme un’idea di mutualità nuova in Calabria

una modalità diversa per organizzare la propria presenza sui territori per rispondere ai bisogni, alle esigenze della comunità.

Cosa contiene il documento

Il documento sulla mutualità contiene una descrizione generale del contesto calabrese (inizi 2020 – fine lockdown), le nostre riflessioni sull’emergenza sanitaria che ha avuto pesanti ripercussioni in Italia. Sulle conseguenze che la pandemia ha avuto – specie in Calabria – sulle attività economiche, sulla domanda di beni e servizi. Ma contiene anche delle riflessioni e proposte su cosa possono fare gli attori del Terzo settore in un contesto di questo tipo.

In un quadro preoccupante dove prevalgono la contrazione della spesa delle famiglie, l’aumento della disoccupazione, la diffusione della criminalità organizzata pensiamo che l’unico elemento su cui dobbiamo lavorare è la comunità. Lavorando con la comunità e dalla comunità possiamo costruire dei percorsi, costruire l’identità e la struttura di una comunità. Un processo lungo per il quale è necessaria la partecipazione dei soggetti che vivono la comunità affinchè questa diventi un soggetto che si riconosca, definisca le condizioni. E che non si può fare dall’oggi al domani. Ne siamo consapevoli. Ma che si può, si deve fare!

L’ambito nel quale secondo noi si può manifestare meglio questo lavoro è l’ambito mutualistico che si realizza nella cura – nel benessere e nella salute – attraverso la prossimità. E non come una semplice prestazione di cura sociale o sanitaria.

Nell’immaginare un nuovo modello mutualistico da adottare in Calabria abbiamo indivividuato gli strumenti della mutualità mediata e indiretta e del fondo sanitario integrativo aperto. Ne parliamo nel documento.

In questi mesi abbiamo condiviso il documento sulla mutualità con le socie del Consorzio Macramè e i partner di progetto. Sulla base delle loro esperienze lo stiamo integrando con altri spunti e riflessioni per arrivare ad un momento comune con un documento finale.

SCARICA E LEGGI IL DOCUMENTO SULLA MUTUALITÀ!

Se vuoi condividere delle riflessioni o altri spunti scrivi nei commenti all’articolo. Ci farà piacere leggere anche il tuo pensiero.

Evento presentazione progetto Impronte a Sud

Impronte a Sud – Presentato il progetto. Ecco come è andata

Venerdì 4 settembre abbiamo presentato il progetto Impronte a Sud – Welfare Lab a Piazza Castello (di fronte la scuola media Galileo Galilei) a Reggio Calabria.

Un progetto di economia sociale che ha lo scopo di avviare un’esperienza di comunità intorno all’immobile confiscato di Via Possidonea 53, ridare valore ad un luogo in cui le persone possono agire, riconoscersi protagoniste della costruzione di un bene comune.

Abbiamo introdotto l’evento di presentazione con un video documentario, raccontato del progetto attraverso la voce dei partner e dei cittadini, concluso la serata con il bonus track del cantautore-contadino Nino Quaranta.

Vogliamo ripercorrere qui l’evento attraverso un breve fotoracconto di quella serata. Un modo semplice per raccontare come è andata, conoscere un pò di più il progetto.

Ricostruzione storica dell’immobile e le video interviste dei cittadini

Abbiamo realizzato e proiettato un video documentario. Per ricostruire la storia dell’immobile confiscato a Gioacchino Campolo, il “re dei videopoker”, attraverso l’intervista a Giuseppe Baldessarro, giornalista che ha scritto della sua inchiesta. Per raccogliere le idee dei cittadini  che vivono e lavorano nei pressi di via Possidonea dove si trova l’immobile. Guardalo qui!

Una comunicazione un pò diversa

All’evento di presentazione c’era Andrea Volterrani, responsabile della Comunicazione del progetto “Impronte a sud” e ricercatore all‘Università degli Studi di Roma “Tor Vergata, partner del progetto (leggi anche qui).

Volterrani ha spiegato come l’idea di comunicazione pensata per il progetto Impronte a Sud è «un po’ diversa rispetto a quella che tradizionalmente si vede intorno ai beni confiscati. Una comunicazione – ha affermato – che ha a che fare con il rapporto dei cittadini, con le persone che stanno in quest’area, anche con le persone che stanno comunque a Reggio, che hanno voglia di pensare il futuro insieme a chi in questo momento ha l’onere e l’onore di portare avanti una riqualificazione del bene confiscato».

La voce dei partner

Sono poi seguiti gli interventi dei partner attivamente coinvolti in questa prima fase del progetto: la Città Metropolitana di Reggio Calabria, proprietaria dell’immobile, La Casa di Miryam cooperativa sociale e l’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria con il Laboratorio Landscape in progress del Dipartimento Architettura e Territorio impegnati nell’attività di ristrutturazione dell’immobile di Via Possidonea 53.

Intervento della Città Metropolitana di Reggio Calabria

Giuseppe Falcomatà, il sindaco metropolitano ha ricordato quando ci è stato assegnato l’immobile di Via Possidonea 53 nel 2017. Ha sottolineato l’importanza «di realizzare nel territorio progetti di crescita sociale, culturale anche attraverso l’utilizzo e quindi il riscatto sociale di beni confiscati alla criminalità organizzata».

Partner Città Metropolitana di Reggio Calabria

«Noi in questi anni abbiamo provato – ha detto il sindaco – a rovesciare il triste primato di città con maggior numero di beni confiscati alla criminalità organizzata in città col maggior numero di beni confiscati assegnati alle associazioni, quindi restituiti alla città nelle forme previste dalla legge. Questo non lo avremmo potuto fare senza la forza, l’ostinazione, la caparbietà, anche la voglia di sognare e programmare che le associazioni, in questo caso il Consorzio, hanno avuto e continuano a dare nella nostra città. Grazie. Perché non abbiamo fatto nulla se non fare in modo che questo bene potesse esservi assegnato nel minor tempo possibile» ha concluso il sindaco metropolitano.

Intervento di La Casa di Miryam cooperativa sociale

È seguito poi l’intervento di Giovanni Pitrolo, presidente di La Casa di Miryam cooperativa sociale.

Giovanni ha raccontato dei lavori di demolizione e ripristino degli interni portati avanti in questi mesi dai ragazzi della cooperativa all’interno dell’immobile di via Possidonea 53. Ma anche dei primi tre tirocini formativi attivati nell’ambito del progetto che consentiranno di favorire l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate altrimenti escluse dal mercato del lavoro.

Intervento dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria

Subito dopo è intervenuto Ottavio Amaro, architetto e docente dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria.

Amaro ha parlato dei lavori di ricerca e studi che l’Università sta portando avanti con il Laboratorio Landscape in progress del Dipartimento Architettura e Territorio, raccontato di come hanno immaginato la ristrutturazione dell’immobile di Via Possidonea 53. Guarda qui.

Conclusioni

L’evento ha proseguito con i ringraziamenti della nostra vicepresidente Cristina Ciccone che ha ringraziato Fondazione CON IL SUD e la Fondazione Peppino Vismara per il sostegno al progetto Impronte a Sud – Welfare Lab, la rete di partenariato con la quale «lavoriamo concretamente per individuare le soluzioni, soddisfare i bisogni della comunità» ha detto.

L’evento si è poi concluso con il bonus track del cantautore-contadino Nino Quaranta e il nostro impegno a rivederci presto con altri momenti di confronto e condivisione per continuare a raccontare Impronte a Sud, condividere il progetto con la comunità attraverso il coinvolgimento “del più alto numero di persone possibili per avere un’idea, delle idee da costruire, raccontare insieme”.

Qui il video della diretta dell’evento, nel caso te lo fossi perso o avessi semplicemente voglia di rivederlo.